12 Ottobre 2015

WWF e Legambiente: “Manca un progetto del Baganza”

WWF e Legambiente: “Manca un progetto del Baganza”

A un anno dall’alluvione, si danno risposte estemporanee alla cittadinanza. La cassa d’espansione rischia di essere una soluzione incompleta


Ieri, 11 ottobre, la camminata per ricordare i luoghi colpiti dall’alluvione e, soprattutto, per capire quali lavori siano stati fatti finora e quali attendono ancora di essere completati. Alinovi assicura che la Regione preme affinchè i lavori principali siano completati entro Natale e Pizzarotti sostiene che serve la collaborazione di tutti, sperano in un progetto futuro di respiro nazionale sul tema dei risarcimenti.

Intanto, WWF e Legambiente fanno il punto della situazione del Baganza. “La progettata Cassa d’espansione può rivelarsi utile solo se inserita in un intervento complessivo sul fiume, altrimenti sarà una soluzione solo parziale” sostengono le associazioni, sulla base di studi scientifici e dati che riguardano il torrente e che dimostrano come, in cinquant’anni, si sia dimezzato il naturale spazio di esondazione, “spazio rubato dalla cementificazione”, precisano. “Una serie di interventi nel tratto cittadino del corso del torrente stanno cercando di garantire un maggiore livello di sicurezza, mentre si invoca come la panacea di tutti i mali la cassa d’espansione” scrivono WWF e Legambiente, mettendo però in guardia i cittadini: “Si tratta di risposte estemporanee all’emergenza, senza un progetto complessivo di riqualificazione fluviale”. Le associazioni ricordano che tutti i fiumi, compreso il Baganza, sono dotati di golene, spazi che ospitano le acque in caso di piena. Il problema però, risiede nel processo di cementificazione che ha invaso lo spazio del torrente: “Per dare un’idea della gravità del fenomeno – spiegano –, il volume previsto per le future casse di espansione è meno della metà dello spazio antico delle golene, divorate dall’urbanizzazione. Se non si cambiano radicalmente le logiche con le quali si utilizza il territorio nelle vicinanze dei corsi d’acqua, nessun argine sarà mai abbastanza alto”.

Per questo, WWF e Legambiente hanno redatto una serie di osservazioni al progetto della cassa d’espansione, con lo scopo di garantire la salute del Baganza lungo tutto il suo corso. “Tutto questo non va certo a discapito della difesa dei centri abitati e delle attività umane – precisano –. Al contrario, per rendere sicuro il Torrente è indispensabile trattarlo come un corpo vivo, bisognoso di cure vere, non di palliativi. Se si riuscirà a migliorarne lo stato di salute dalla sorgente fino alla confluenza con il Parma, anziché intervenire qua e là con interventi estemporanei sui sintomi, si garantirà nel modo migliore la difesa dalle alluvioni, la qualità delle acque, e l’equilibrio ecologico. Il tutto a vantaggio dei Cittadini che vivono lungo il Baganza, che si trovino nelle alte valli, o a Parma”.

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