7 Febbraio 2016

Il Workout Pasubio potrebbe essere a rischio chiusura?

Il Workout Pasubio potrebbe essere a rischio chiusura?

Il presidente dell’ordine degli architetti Tassi Carboni: “Alinovi vuole iniziare tempestivamente i lavori un’ala per volta”. Ma sarà fattibile?


L’esperienza del Workout Pasubio potrebbe presto concludersi. Giunti i finanziamenti regionali per la riqualificazione del Padiglione Nervi, il Comune ha ora intenzione di far partire quanto prima i lavori e non è detto che ciò si concili con le attività che vi svolgono all’interno. Dal maggio 2015, il coordinamento dei progetti all’Ex-Manzini è organizzato dall’Ordine degli Architetti di Parma e ciò ha portato a realizzare una serie d’iniziative aperte al pubblico, grazie a un concordato gratuito avuto dalla Pasubio Sviluppo spa, che è scaduto il 31 ottobre scorso ed è stato riconfermato sino al 30 giugno 2016.

La prima trance della sperimentazione, volta a dare nuovo vigore ad uno dei quartieri più martoriati della città, ha portato alla realizzazione di circa 100 manifestazioni, composte da 250 eventi diversi, 1000 ore di apertura e un pubblico stimato in 30.000 visitatori. La natura sperimentale del progetto non è cambiata, si tratta sempre di definire quale potrebbe essere la destinazione d’uso finale degli spazi Ex-Manzini o Padignione Nervi, come dir si voglia. Il progetto è ancora destinato ad avere una fine, il tutto sta a vedere quando.

Recentemente la Regione Emilia Romagna ha garantito risorse per circa 2 milioni di euro da destinare alla riqualificazione del Padiglione Nervi e il presidente dell’ordine, l’architetto Alessandro Tassi Carboni, ha dichiarato di aver appreso dall’assessore Alinovi, in diversi incontri pubblici,  che “l’Amministrazione ha intenzione di iniziare i lavori con una certa tempestività. Nell’idea del Comune il progetto architettonico che interesserà il Padiglione Nervi dovrà avvenire in modo “rotativo”, con la chiusura di un’ala per volta, al fine di garantire che continuino a svolgersi regolari attività all’interno del Workout e mantenere quindi viva la presenza del pubblico. Quello che s’intende evitare è una Ghiaia bis, una drastica chiusura degli spazi, magari per un lungo lasso di tempo, potrebbe avere effetti deleteri sulla percezione che i parmigiani si sono fatti in questi mesi degli spazi Ex-Manzini”. L’architetto Tassi in merito ha inoltre osservato: “certi patrimoni sono fragili, vanno preservati, perché poi potrebbe essere difficile da rigenerare una volta abbandonati”.

Resta da capire quando partiranno i lavori e se effettivamente ci saranno le condizioni per portare avanti le attività senza mettere a rischio la sicurezza dei visitatori. Altro nodo che resta da sciogliere sarà scoprire se, dopo un anno di esperimenti, si sarà giunti a dare una risposta alla domanda: “Qual è la destinazione d’uso finale del padiglione Nervi?”

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