10 maggio 2018

I volti dell’amicizia nell’era di Facebook

I volti dell’amicizia nell’era di Facebook

Pixel e bit che viaggiano sulla Rete hanno cambiato i rapporti tra le persone: cosa si perde e cosa si guadagna?

 

L’amicizia è in bocca a tanti, ma nel cuore di pochi. Questo aforisma si inserisce alla perfezione nell’era di Facebook: oltre agli amici d’infanzia, di scuola o del bar sono infatti sempre più presenti nella vita di tutti gli amici “social” che spesso non sono gli stessi della vita offline. Ma con i Social cosa si è perso e cosa si è guadagnato nell’amicizia? Lo abbiamo chiesto a Fausto Pagnotta, sociologo e docente dell’Università di Parma, da tempo impegnato nello studio di quei legami interpersonali che la Rete sta modificando.

«Spesso sottovalutiamo che nel Web si stanno ridefinendo gli spazi e i tempi della relazione ma pure i significati delle parole che le danno un senso – spiega Pagnotta – La parola amicizia, in Rete può assumere nuove sfumature: ad esempio si può caratterizzare, per citare Bauman, di una forte componente di “liquidità” in cui a prevalere è l’elemento quantitativo e momentaneo rispetto a quello qualitativo e duraturo. Si sente spesso dire “ho tanti amici su Facebook!” e questo allevia in molti la paura della solitudine. In realtà bisognerebbe chiedersi quanti sono gli “amici social” a cui prestiamo fiducia».

Fiducia, confidenza, reciproco affetto. Tanti significati positivi, da sempre associati alla parola “amicizia”, ma in Rete i legami tra persone possono allo stesso tempo avere intensità diverse, possono essere basati su una frequentazione leggera e saltuaria, magari limitati ad un solo, piacevole, ambito di vita comune, ma pure su rapporti consolidati e profondi.

«Si deve considerare infatti che in diversi casi proprio attraverso i “social” si creano o si ritrovano legami che continuano duraturi offline, oppure rapporti che rimangono online e che permettono alle persone di condividere problematiche comuni – prosegue Pagnotta, curatore, tra l’altro, del volume “Ecologia della Rete. Per una sostenibilità delle relazioni online” appena pubblicato dalle Edizioni Erickson – Il vero problema è che l’amicizia che non voglia rimanere in superficie e che desideri essere duratura ha bisogno di ritmi lenti e costanti mentre le tecnologie digitali spesso impongono ritmi accelerati e frammentari. Ma a prescindere dai Social iniziamo a chiederci se siamo ancora disposti ad investire su legami duraturi».

Esistono quindi tanti tipi di amicizia, compresi oggi quelli fatti di pixel e di bit che viaggiano sulla Rete, ma in generale quali sono le opportunità dei Social? Quali i pericoli a cui stare attenti?

«Sulle opportunità i Social Network consentono di ampliare mai come prima la propria rete di relazioni e di condividere con altri utenti interessi, informazioni ed obiettivi in più ambiti della vita; sui pericoli è opportuno sottolineare che in Rete la privacy rimane un’utopia, quindi bisogna stare attenti a ciò che si pubblica di sé e degli altri perché ogni contenuto può essere modificato e diffuso da chiunque su scala globale in modo arbitrario. Inoltre la Rete può consentire a individui senza scrupoli di creare profili falsi con i quali diffondere fake news e contattare persone per fini illeciti; di questi pericoli si deve sempre tenere conto e parlarne in termini preventivi».

di Stefano Cacciani

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