3 Giugno 2015

M5S Regionali ok. Pizzarotti cambia strategia?

M5S Regionali ok. Pizzarotti cambia strategia?

La tentazione è riportare sul piano politico un’azione amministrativa. Ma per cosa si può lottare? Contro l’inceneritore, naturalmente


Forrest Gump e Capitan Pizza. Vi ricordate Beppe Grillo, dopo le prime sberle elettorali e i fuoriusciti di massa? “Sono un pò stanchino”, disse citando il celebre film di Robert Zemeckis interpretato da Tom Hanks, per poi sprofondare in un lungo silenzio e nominare il Direttorio. E di rimando Pizzarotti: “Un passo indietro di Beppe Grillo? È già nei fatti!”. Allora, tanto per intenderci, si facevano incontri per discutere se era il caso di cancellare il nome del comico dal simbolo oppure no. Cambio di strategia, si disse. Ma adesso il comico genovese si rialza e si mette di nuovo a camminare, Forrest Gump è tornato. E Capita Pizza cosa farà? Sarà capace di volare.

È un risultato inatteso quello che esce dalle urne nelle sette Regioni dove si è appena votato, soprattutto se ricordiamo il flop di ottobre 2014 in Calabria, quando il M5S si fermò al 2%. Ed è un risultato che riapre il dualismo irrisolto tra il Sindaco di Parma e il leader nazionale: “Cara, è inutile spiegarti, se non hai capito già”, intonava il cantautore ligure; “Tra le crepe c’è una luce”, rispondeva quello emiliano: ad aprile del 2014  se le cantavano, adesso non si parlano nemmeno più. Ma si scrivono solo attraverso i giornali.

Eppure la ripresa del M5S nazionale c’è e deve misurarsi con la stagnazione di quello che sta succedendo a Parma. E il confronto rischia di essere impietoso, a gennaio 2015 Pizzarotti dichiarò: “da oggi si cambia passo”, anche perché dopo tre anni i cittadini non si accontentavano più di sentir parlare del debito e poi lo stesso Sindaco appena insediato promise: “tre anni di sacrifici e poi realizzeremo il nostro programma”. Poi sono arrivati i tagli del Governo che hanno complicato maledettamenete le cose, servono nuove idee che tardano ad arrivare.  Il confronto tra Grillo e Pizzarotti, anche se il leader del Movimento non lo ha mai riconosciuto come iterlocurore (dopo averlo attaccato, ha deciso di ignorarlo) rischia di mettere in difficoltà il Sindaco, che se non saprà inventasi anche lui un cambio di strategia finirà per squagliarsi al sole nella tarda primavera del 2017. Si perché un M5S forte rende ancor più complicato giustificare il calo di consenso locale. Una perdita di consenso che da politica diventa amministrativa.

Ma Pizzarotti lotta con se stesso. Avversari ne ha pochi. Il Pd locale in tutt’altre faccende affaccendato cerca di vedere fino a che punto è possibile piegarsi a guardare il proprio ombelico, dilaniato dal risutato del voto di alcuni tra i  più piccoli paesi della Provincia di Parma. Eppure c’è poco da analizzare, presentandosi così divisi il finale era già scritto, a questo punto meglio ha fatto il M5S ha far finta che le elezioni non esistessero, nonostante gli appelli a fare rete del Sindaco di Parma solo di qualche mese fa: “Abbiamo sbagliato, dobbiamo aiutare il Movimento in provincia. Li abbiamo lasciati soli”. Poi il pasticcio del listone provinciale: “Vado avanti, anche se Grillo non vuole. Mi ritiro, il Pd non è affidabile”.

Ora è meglio concentrarsi sulla città, di lavoro se ne deve fare tanto, prima di tutto riallacciare il rapporto con l’arcipelago del Movimento a Parma, che alla riunione della Commissione ambiente, dove Folli è stato lasciato eroicamente solo, ha forse trovato la Leopolda del sindaco emiliano. La tentazione di spostare l’attenzione dall’azione amministrativa a quella politica è forte, ma è la soluzione giusta?

La nuova parola d’ordine è movimentismo, uscire dai palazzi, dove per dire la verità gli amministratori grillini si sono trovati sempre un pò a disagio e scendere in piazza a lottare, ma contro chi? Ma l’inceneritore, naturalmente. Prima era per non farlo chiudere (ma non si poteva, ci hanno poi spiegato), adesso è per contrastare l’ampliamento dell’incenerimento dei rifiuti proveniente da fuori provincia come recentemente stabilito dalla legge di Stabilità (ma anche questo, purtroppo non si può fare).

L’unica cosa che si potrebbe invece fare, non la si fa. E così, pur sapendo da due anni e mezzo che a dicembre 2014 sarebbe scaduto il bando per la raccolta dei rifiuti e pur prevedendo nel programma elettorale di separare il soggetto gestore della raccolta, da quello che la smaltisce/incenerisce, siamo in proroga da sei mesi e si cerca di creare una nuova partecipata (?) Comune-Iren per gestire la raccolta. Ma perché se questa volta si può fare e si era detto che lo si sarebbe fatto, non lo si fa? “Perché è complicato e non conviene”, risponde Folli.

Così non si può andare avanti, soprattutto se Forrest Gump si mette addirittura a correre. Chissà se Pizzarotti avrà la forza, la voglia e le capacità di lottare, se ne troverà le motivazioni, dopo anni difficili. Il rischio concreto, altrimenti, è di scendere in strada a protestare contro l’inceneritore, di uscire dal Palazzo, ma di rimanerne chiusi fuori.

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