26 Dicembre 2016

E Vignali fa gli auguri di Natale (togliendosi qualche sassolino)

E Vignali fa gli auguri di Natale (togliendosi qualche sassolino)

“Pago colpe di altri”, “La leggenda del default del Comune è stata causata dalla sbagliatissima relazione Ciclosi”: l’ex Sindaco si autoassolve e non ci sta, pubblicando su Facebook la sua versione dei fatti del 2011


E arrivano gli auguri di Natale anche di Pietro Vignali. L’ex Sindaco ha pubblicato una lunga lettera sul proprio profilo personale Facebook, un’occasione per togliersi anche qualche sassolino. L’ex Sindaco infatti attacca duramente la relazione del Commissario Ciclosi, reo di aver mistificato dati e fatti a fini politici, la città non era a rischio default e, al contrario, al passaggio di consegne Vignali-Cancellieri la situazione di cassa era in attivo di 55 milioni. Vignali inoltre attacca la magistratura, rea di aver usato il guanto di ferro e la politica, affermando di aver pagato per colpe non sue e per questo di essersi comportato quasi da ‘politico alieno’, avendo richiesto il patteggiamento per chiudere la vicenda, ma non per ammissione di colpa: un politico con meno scrupoli avrebbe fatto di tutto per allungare i tempi processuali e agganciare qualche prescrizione.

Il sindaco minimizza quindi il suo ruolo nelle vicende accadute fino al 2011 e scarica sui collaboratori gli errori, assolvendosi parzialmente anche dall’omesso controllo del loro operato, visto l’impegno costante richiesto dalla guida della città. Insomma, Pietro Vignali non ci sta ad essere consegnato alla storia con l’immagine che da quel 29 settembre 2011 gli sta appiccicata addosso, come del resto dimostra il tono dei suoi tanti post pubblicati sul suo profilo Facebook. Riportiamo per intero quindi la sua lettera, che potete trovare anche sul suo profilo, di cui forniamo il link. Per inciso è giusto sottolineare anche la chiusura, dove, ricordando di aver salvato la città dalla metropolitana, il nostro ricorda che, grazie a quell’operazione, ha consegnato un ‘tesoretto di 70 milioni’ alle Giunte successive…

 

Cari Parmigiani, Vorrei fare a ciascuno di voi il mio sincero augurio di Buon Natale.

A Parma il Natale è stato sempre sentito più che altrove. E’ il momento in cui tutta la nostra comunità, famiglia per famiglia, si riunisce per condividere la tavola, scambiare un pensiero con chi ci sta a cuore e unirsi in una preghiera che guarda al domani. Ed io vorrei condividere con tutti un mio pensiero ed una mia preghiera.

Vorrei che ci regalassimo un momento di Verità. Lo sapete, ho sempre lavorato sodo per la nostra comunità cittadina: 13 anni senza risparmiarmi, dedicando tutte le mie energie a Parma e trascurando completamente la mia vita privata. Ho portato avanti tutti i settori della città, dalle infrastrutture ai servizi, portandola a modello nei servizi alla persona, alla famiglia, per la cultura, l’educazione, lo sport, l’ambiente, la mobilità, la sicurezza (senza aumentare mai pur potendo ne le tasse ne le tariffe). In qualche caso avrei dovuto controllare di persona tutto e fidarmi di meno dei altri, ma non era facile e come spesso accade, intorno a chi lavora intensamente per il bene pubblico si annida chi prova a fare il suo interesse. Avrei dovuto vigilare di più. Ma ho pagato personalmente anche per errori commessi da altri. E questo raramente capita in politica. Non me ne sono lamentato in pubblico, ma ho subìto sequestri di beni, inclusi addirittura i beni di mia madre e dei miei fratelli che non avevano niente a che fare con la mia responsabilità amministrativa. Tutto puntualmente dissequestrato dal Tribunale a seguito di una sentenza della Cassazione, poi. Ma è stata una lotta contro le ingiustizie e solo chi ci è passato (non lo auguro a nessuno) sa di cosa parlo. Per ben due volte il Tribunale del Riesame di Bologna ha sancito che erano stati calpestati i miei diritti umani fondamentali, quando senza aver ancora sentenziato niente sono stato preventivamente messo ingiustamente ai domiciliari (anche se per pochi giorni), mentre la macchina del fango mediatica veniva lanciata contro di me. E come ho già avuto modo di dichiarare, il patteggiamento non è stata una ammissione di colpa ma un modo per voltare pagina ed evitare uno strascico decennale, pur sapendo che invece molti politici si nascondono, ricorrendo alla prescrizione.

Molto lentamente si è iniziato a fare luce su quella gogna. Il mio presunto tesoretto, altro rumors che si è fatto correre, si è dimostrato definitivamente non essere mai esistito. Qualcuno, pensate, aveva confuso le mie firme da Sindaco sui conti correnti intestati al Comune, prendendo per conti privati quelli che erano comunali. E l’altra leggenda metropolitana, quella del rischio default del Comune, è stata frutto di una sbagliatissima relazione dell’ex Commissario Ciclosi, che si era dimenticato di considerare addirittura l’attivo, i crediti, i residui attivi (che erano di oltre 200 milioni) e il patrimonio netto (che era di centinaia di milioni), considerava per intero debiti di società partecipate in cui il Comune partecipava per il 2 o 3 % e considerava debiti di società che non erano a carico del Comune (come Stu Authority e Parma Gestione Entrate). Un operazione politica. La più grande mistificazione della storia politica della città. Leggenda metropolitana poi smentita anche da tecnici e da esperti che non avevano condiviso la mia esperienza amministrativa. La contabilità di Parma non era dissimile da quella di tanti altri comuni(eravamo oltre il 50’ posto nella graduatoria sull’indebitamento dei Comuni secondo la graduatoria del Ministero dell’Interno pubblicata dal Sole 24 ore), colpiti dalla crisi (scoppiata nel 2008) e dal patto di stabilità e ben lontana da quel dissesto che alcuni hanno irresponsabilmente tratteggiato. Al mio passaggio di consegne fatto con l’ex Commissario Cancellieri la cassa era ampiamente positiva (oltre 55 milioni di euro). E la situazione critica di alcune società partecipate (soprattutto le società di trasformazione urbanistica) non era stata responsabilità mia. Mi sono trovato con cantieri già avviati e con imponenti operazioni immobiliari (come nel caso della Spip) gia’ deliberate. Anzi io fermando il milionario progetto della metropolitana ho contribuito a togliere al Comune di Parma 130 milioni come minimo di debiti (e 170 per lo Stato) e ho ottenuto dal Governo l’indennità per l’impresa che doveva realizzare l’opera e piu’ di 70 milioni di euro in contanti per la nostra città che ho lasciato in eredità alla nuova Giunta. Per questo la mia preghiera è che la Verità trionfi.

Lo ricordo oggi, giorno di Natale, perché questa Festa sia un momento di riflessione, casa per casa, sul passato e sul futuro. Oggi nasce il Bambino Gesù, che restituisce fiducia nel domani, speranza per l’avvenire, forza per guardare avanti con nuovo ottimismo. E’ tempo di superare gli steccati, riunire la comunità parmigiana, mettere alle spalle esperienze, sofferenze e avversità superate e ripartire per il nuovo Anno che sta per iniziare.

Come diceva un grande imprenditore di Parma, “Tutto è fatto per il futuro”.

Buon Natale a te che mi leggi, a ciascuno di noi. Buon Natale a Parma che vuole rinascere.

 

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