25 Giugno 2016

VIDEO. I Viaggi del Ducato: viaggiare è uno stile di vita


Storie di commercio. Esperienza e passione sono le regole alla base di un’attività che si rinnova 365 giorni l’anno, che si apre al mondo e che regala ai clienti la possibilità di conoscere nuove realtà e nuove culture


di Cristina Sgobio

Dalla letteratura alla musica, dal cinema all’arte: il viaggio si presenta sempre nuovo ai nostri occhi. Mai uguale a se stesso, riesce a regalare momenti di evasione ed eversione, di magia e di relax, di sogno e di atipica realtà. Le agenzie di viaggio aiutano a pianificare quei giorni dell’anno tanto desiderati, tanto bramati, tanto sognati. A Parma, I Viaggi del Ducato accontenta i viaggiatori da più di vent’anni, mettendo a disposizione la propria esperienza e, soprattutto, la propria professionalità. A raccontarlo, il direttore tecnico Milena Salvador.

Quando nasce quest’agenzia?
«Nel 1995, in via Bixio. Dal 2001 ci siamo trasferiti qui, vicino l’Arco di San Lazzaro. Fin dall’inizio volevamo aprire in questa zona perché è comoda non solo per i parmigiani, ma anche per chi viene da fuori città. Abbiamo clienti che giungono anche da Reggio Emilia ed essere sulla via Emilia è molto comodo sia per loro che per noi».

Come mai la scelta di aprire un’agenzia di viaggi?
«Io sono nel settore da più di trent’anni. Finita la scuola media, ho scelto il ramo del turismo, frequentando una scuola specializzata a Reggio. D’estate, rinunciavo alle vacanze per andare a lavorare presso agenzie. Finito il terzo anno, mi hanno chiesto di lavorare in modo definitivo da loro e così è iniziata la mia storia».

Anche in questo settore, dunque, la parola d’ordine è passione…
«Assolutamente sì. Facendo questo lavoro, non badi all’orario, non badi ai giorni di festa, lavori dal lunedì alla domenica. Se vuoi dare al cliente un certo tipo di servizio, devi essere reperibile 24 ore su 24 e, se alla base di tutto non c’è passione, è difficile andare avanti. Il nostro è un settore alquanto complicato, tra l’altro è stato molto segnato dall’11 settembre, quindi senza passione è quasi impossibile offrire un servizio valido al cliente, curato in tutti i particolari».

Com’è il rapporto col cliente?
«Seguiamo il cliente dall’inizio alla fine: dall’entrata in agenzia al rientro a casa dopo la vacanza. Sul posto ci sono nostri assistenti. Lavoriamo con un operatore che ha numeri e riferimenti nelle varie destinazioni scelte dai clienti. Un’assistenza 24 ore su 24. Inoltre, i clienti hanno anche il mio numero di cellulare e possono chiamarmi quando vogliono. Noi stessi chiamiamo tutti: da chi fa un breve viaggio a chi ne sceglie uno più lungo. E’ una cosa che faccio da sempre, per ascoltare le considerazioni e le storie di viaggio dei miei clienti, così da essere sempre più vicina a loro».

Come nascono le proposte di viaggio? Da viaggi personali?
«Sì: l’esperienza è alla base di tutto. Faccio almeno due-tre viaggi l’anno, torno anche in posti in cui sono già stata perché cerco sempre qualcosa di nuovo per poi dare dritte e consigli ai miei clienti. Tra l’altro, siamo molto conosciuti sul mercato sul Nord America, in particolare sugli Stati Uniti. Abbiamo clientela che viene da tutta Italia. Siamo arrivati anche secondi a livello nazionale per numero di passeggeri inviati negli Stati Uniti prenotati tramite Hotelplan Italia. Si tratta di numeri individuali, dunque arrivare secondi per noi è stata una grande soddisfazione».

Dicevi che la tua esperienza personale diventa la base per dare suggerimenti, anche curiosi, ai tuoi clienti?
«Sì, ho molta memoria, non mi scappano i dettagli. E poi, naturalmente, appunto qualcosa per dare migliori consigli ai clienti. Dò delle dritte sulle cose che sono assolutamente da fare o da vedere nel luogo in cui si sceglie di andare: indico, segno, scrivo appunti…una sorta di vero e proprio diario di viaggio. Tutto questo per fare in modo che la vacanza del mio cliente sia perfetta».

La richiesta di un viaggio talmente particolare da metterti in difficoltà?
«I viaggi sono tutti diversi, non ce n’è uno uguale agli altri. Non ci sono difficoltà perché si uniscono conoscenze, si chiedono informazioni e supporto ai corrispondenti in loco e quindi, alla fine, si riesce ad accontentare al massimo il cliente».

Il locale è molto particolare, quasi non sembra di essere in un’agenzia di viaggi…
«Rispecchia molto la persona, ci piace la personalizzazione: sia sui viaggi che sull’ambiente, che deve rispecchiare il nostro modo di lavorare. Proiettiamo video girati da noi e ci sono anche foto che abbiamo scattato noi stessi».

Quali sono le destinazioni più gettonate?
«Dipende dai periodi. Ora, per l’estate, nel Mediterraneo, Spagna e Grecia. Nel complesso però, per me Stati Uniti è la destinazione numero uno. Ma anche Sudafrica e Giappone: quest’ultima è una destinazione che sta andando molto».

Siete specializzati anche sui viaggi di nozze…
«Sì, facciamo anche le liste online, personalizzate, per gli sposi. Ci sono persone che vengono appositamente da noi proprio perché siamo conosciuti anche per questo».

Parliamo del turismo a Parma.
«Abbiamo tutte le carte in regola. Abbiamo un grande patrimonio, ma non riusciamo a sfruttarlo pienamente. Va bene pubblicizzare il nostro territorio a livello musicale, ma bisognerebbe puntare anche a pacchetti che includano attività tipiche delle città, concerti, eventi: creare anche un semplice pacchetto da weekend che attiri turisti da ogni dove. Inoltre, secondo me, ci vorrebbe molta più apertura: non è possibile  andare in centro e trovare cinque negozi aperti e altri venti chiusi. Questo è un discorso che vale per ogni tipo di attività. Uno straniero, quando arriva, è abituato ad altro. Se vogliamo restare solo città d’arte, va bene, ma se vogliamo aprirci al mondo, dobbiamo provare a cambiare qualcosa ed essere più elastici, 365 giorni l’anno».

Un consiglio per un viaggio per l’estate 2016?
«Dipende dal tipo di viaggio che uno vuol fare, dal budget e dal tempo a disposizione. Per quanto riguarda le località balneari, direi che le Baleari sono una destinazione molto gradita e, anche se uno ci è già stato, ci torna volentieri. Se invece si intende conciliare città e natura, punterei su Stati Uniti che è la destinazione più completa da quel punto di vista e, se ci voglio mettere il mare, ci aggiungo la chicca delle Hawaii, un patrimonio dell’umanità unico».

Da / 3 anni fa / L'intervista /

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