16 Dicembre 2015

VIDEO. MATER. Ghiretti: “Gestione disastrosa”


“Se il Comune non dà risposte, dovremo rifarci alle autorità giudiziarie. Abbiamo tutti gli atti, ma non possono essere divulgati perchè il Comune ce lo vieta”


Dall’8 marzo al 28 giugno 2015, il Palazzo del Governatore ha accolta la mostra “MATER. Percorsi simbolici sulla maternità“. La rassegna, presentata con grande entusiasmo dall’Amministrazione, si componeva di 170 capolavori artistici e archeologici che avevano l’obiettivo di esplorare l’aspetto sacrale e archetipico della maternità e il suo ruolo fondamentale nella cultura mediterranea. Le opere, provenienti da oltre 70 importanti musei e collezioni italiane, sono rimaste a disposizione dei fruitori per oltre tre mesi, con grandi aspettative da parte di chi, in questa mostra, credeva sul serio.

Ma, come spesso accade, non è tutto oro quello che luccica. Proprio così, perchè la mostra si è rivelata un vero e proprio flop. Aperta per 138 giorni, la mostra non ha avuto i risultati che ci si aspettava. Così, Roberto Ghiretti (Parma Unita) ha voluto incontrare la stampa per illustrare una serie di documenti relativi all’organizzazione e la gestione della mostra. «Ad oggi non sappiamo il numero di biglietti venduti. Il motivo? Studio P. V. – organizzatore della mostra Mater, dice che la biglietteria è stata fatta da un terzo non riconducibile a loro. Inoltre P.V. (presentato al Comune da DNArt) è uno studio di doppiaggio, non organizzano certo mostre!». Il Comune ha siglato due accordi: uno con P.V., appunto, e l’altro con DNArt. «Nel marzo 2015, DNArt e P.V. si contendono la biglietteria – continua il consigliere di Parma Unita – e viene detto all’Assessorato del Comune che DNArt, per sopperire alle mancanze di P.V., ha dovuto aprire la posizione SIAE il giorno prima della mostra: il caos è totale».
La situazione si complica ulteriormente nel momento in cui bisognava restituire le opere: Studio P. V. avrebbe dovuto provvedere alla gestione dei trasporti di tutte le opere all’andata e al ritorno, ma accetta di gestire solo l’andata, spendendo 40.000 euro. E il ritorno? Tocca al Comune pagarlo, spendendo 60.000 euro. «Per questo pagamento – prosegue Ghiretti – il Comune dice di usare i soldi dello sponsor, una fondazione, che, a mio avviso, di certo non potevano essere usati a quello scopo: il trasporto era a carico di P.V. e il contributo era destinato a sostenere spese a carico del Comune».
Al di là del flop dunque, a mancare è stato il controllo ed è stata sbagliata la scelta del partner P.V., dal momento che si occupa di tutt’altro. «Un disastro che l’assessore non si è degnato di spiegare in Consiglio – continua Ghiretti –. Come è possibile non avere i dati a sei mesi dalla fine? E’ corretto aver usato i soldi di una fondazione per pagare il servizio di restitituzione di P.V.? Presto potrebbe arrivare il titolo di Parma Capitale della Cultura, ma con queste premesse è una pia illusione. Se il Comune non dà risposte, dovremo rifarci alle autorità giudiziarie. Abbiamo tutti gli atti, ma non possono essere divulgati perchè il Comune ce lo vieta».
Da / 4 anni fa / Città /

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