16 Luglio 2016

VIDEO. Mama, passione tigelle…e non solo


Storie di commercio. Dall’amore per il territorio e per i suoi prodotti, nasce un locale dal design originale e dalla cucina tradizionale


di Cristina Sgobio

Nasce dalla voglia di creare qualcosa di nuovo restando nell’alveo della tradizione. Nasce dall’amore, l’amore tra un uomo e una donna e l’amore verso la propria terra. Nasce dal desiderio di sfidare se stessi e regalare un piccolo spazio goloso e genuino a parmigiani e turisti. Nasce dalla passione, quella vera, quella che ti spinge ad andare avanti, a lavorare 15 ore al giorno, pur di veder sorridere i tuoi clienti. Nasce dal cuore. Nasce dalla mente. Nasce dall’esperienza. Nasce dall’unione di due nomi: Marzia e Marco. Così, nasce Mama.

Mama Bottega e Piaceri nasce lo scorso gennaio…
Marzia: «Sì, esattamente il 9 gennaio. Il mio socio, tra l’altro, è il mio compagno, Marco. Lui continua a fare il suo lavoro, ma mi aiuta a gestire l’attività».

Come mai la scelta di aprire un’attività di questo tipo?
Marzia: «Io ho sempre avuto passione per la ristorazione e per i prodotti del mio territorio. Inoltre, sia a me che a Marco piaceva andare in giro per localini, ristoranti, trattorie del territorio. Così è nata l’idea di fare qualcosa di nuovo e di diverso. Nasciamo come tigelleria. Io le tigelle le ho sempre mangiate, fin da piccola, perché ho amici di famiglia di Modena. Così, ho maturato questa passione. Noi, infatti, siamo anche artigiani: produciamo i nostri prodotti e, quindi, anche le nostre tigelle. Vendiamo solo prodotti del territorio, compresi salumi e formaggi. E poi realizziamo piatti del giorno per dare un’alternativa».

L’arredamento del locale è molto ricercato
Marzia: «Anche in questo caso, ad aiutarci è stata la passione. Passione per il design e per le cose particolari. Abbiamo fatto tutto noi, ci siamo guardati intorno e abbiamo scelto ciò che ci piaceva di più. Abbiamo messo mano agli oggetti: ad esempio le lampade sono state modificate e adattate al nostro gusto».

Come mai la scelta di aprire il locale proprio in questa via (via Goffredo Mameli, ndr)?
Marzia: «Il progetto è nato diversi anni fa e così è iniziata anche la ricerca del locale in centro storico perché è un’attività strettamente legata al territorio. La ricerca è durata due anni. Abbiamo visto un sacco di locali ma, evidentemente, questo ci aspettava: è perfetto per noi. Così è nato tutto».

Com’è, finora, il riscontro da parte dei clienti?
Marzia: «Siamo molto contenti perché c’è un riscontro positivo sia da parte dei parmigiani che da parte di chi viene da fuori. Noi, infatti, siamo aperti 7 giorni su 7 e quindi lavoriamo molto anche con i turisti. Tutti ci fanno complimenti, i commenti sono molto positivi, sia per quanto riguarda l’aspetto estetico del locale, sia per quanto riguarda la nostra cucina. Diciamo che mangiare qui è un po’ come mangiare a casa: ci sono sapori genuini. Inoltre, la nostra è un’attività a km 0: cerchiamo di acquistare tutti i prodotti nel territorio. E’ bello anche quando viene qualcuno di Parma che vede il nostro locale e dice di sentirsi in un’altra città. Questo è molto stimolante».

Il piatto forte del Mama?
Marzia: «Le torte piacciono tantissimo, ma anche le creme di verdure che, ormai, sono un must. Durante l’inverno, le persone che restavano a pranzo fuori tutti i giorni, hanno molto apprezzato le nostre creme perché riscaldano e fanno sentire l’aria di casa. Per l’estate stiamo proponendo zucchine in tutte le versioni, a partire dalle zucchine ripiene con ricotta e bietoline».

Com’è lavorare con il tuo compagno?
Marzia: «Bello e difficile nello stesso tempo: lavorare non è come condividere tempo a casa. Questo progetto è nato da noi due, le idee si sono mescolate: Mama non esiste senza l’uno o l’altro e quindi le decisioni vengono prese di comune accordo. Siamo complementari: io ho l’estro per alcune cose, Marco per altre».

E, come se l’avessimo chiamato, Marco arriva in negozio…

Com’è questa nuova esperienza?
Marco: «Bella. Diciamo che conosco un po’ il settore e la sua praticità. La cosa che ho riscontrato è che se in passato si iniziava a lavorare, ma non c’era uno studio alla base, ora invece si studia tanto, ma si fa poca pratica: ecco, questo è un mestiere in cui la manualità e la praticità sono fondamentali».

Quindi un consiglio ai giovani di oggi che vorrebbero entrare in questo settore?
Marco: «Di amarlo come se fosse la loro ragione di vita. E’ un lavoro che o si ama o si odia. Qui devi avere la voglia di stare in mezzo alla gente, la voglia di vedere che la gente ha mangiato qualcosa che hai fatto tu e ti ringrazia: questa è la moneta che ti ripaga nel miglior modo possibile. Tolto questo, è un lavoro di sacrifici: se sei bravo incassi, anche tanto, ma non hai il tempo di spendere ciò che guadagni, perché sei sempre a lavoro. Noi lavoriamo 15 ore al giorno. Quindi, io consiglio ai ragazzi di frequentare una scuola, ma di iniziare subito a fare pratica. E poi non bisogna sottovalutare le difficoltà di gestire un’attività di questo tipo, anche dal punto di vista amministrativo. In ogni caso, servono tanto impegno e tanta passione. Un altro consiglio che mi sento di dare ai ragazzi è: non fermatevi, viaggiate, conoscete nuove cose, nuovi stili di vita, nuove culture, nuove tecniche, nuovi prodotti».

Da / 3 anni fa / L'intervista /

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