27 Agosto 2016

VIDEO. Intervista a Ciacco: un gusto tutto nuovo, “senz’altro”…


Storie di commercio. Stefano ha avviato il progetto subito dopo gli studi universitari, con una formulazione ingredientistica pulita e innovativa. Oggi conta due punti vendita a Parma e due a Milano


di Cristina Sgobio

Dal nome dantesco e dalla strana golosità, Ciacco è il progetto nato dalla passione di Stefano Guizzetti per il gelato. A soli trent’anni, nel 2013, Stefano, con l’aiuto del fratello, ha lanciato una sfida che l’ha visto protagonista in prima persona: la sfida del gusto, un gusto tutto nuovo, originale, inconsueto. Un gusto buono così, “senz’altro”… 

Quest’avventura nasce a partire dai tuoi studi universitari…
«Sì, ho studiato Scienze Alimentari qui e Parma e durante il mio percorso formativo mi sono appassionato al gelato, tanto da fare anche la tesi sulla chimica del gelato. Sfruttando il canale universitario ho avuto modo di provare e rivalutare ingredienti particolari e questo mi ha permesso di avviare il mio “progetto gelato”, una costante accanto al mio percorso universitario. Una volta laureato, siamo partiti subito col progetto».

Della comunicazione, invece, si è occupato tuo fratello
«Esatto, è tutto home made. Mio fratello aveva studiato design della comunicazione a Milano, quindi abbiamo deciso di mettere insieme le nostre competenze e abbiamo dato il via al progetto».

E come è andata?
«Il primo anno è stato un disastro: un conto è l’entusiasmo di fare qualcosa di nuovo, un conto è vedere da vicino cosa significa gestire un’attività. Poi però, è andata bene, tanto che oggi abbiamo due negozi a Parma e due a Milano. Il percorso di Parma è proseguito in maniera coerente con quanto fatto in viale Mentana perché abbiamo avuto la possibilità di aprire un altro punto vendita in via Garibaldi. Il laboratorio è unico, perché i due negozi sono vicini. Tra l’altro, i ragazzi che si occupano della produzione e della gestione dei negozi, quando io non ci sono, sono due miei amici ed ex compagni d’Università. A Milano, invece, ci sono degli altri soci di capitale: per le nostre finanze arrivare a Milano da soli sarebbe stato impensabile, ma siamo riusciti a trovare due soci che hanno apprezzato il progetto».

Intendete aprire altri punti vendita in altre città?
«Inizialmente era proprio questa la nostra idea, ora però non ne siamo più così certi. Un mese fa abbiamo aperto il secondo punto vendita a Milano ed è molto complesso controllare la qualità del prodotto in più punti, in più il personale nuovo deve essere formato. Dunque, per il momento non intendiamo aprirne altri, in futuro vedremo».

Perché il gelato di Ciacco si distinuge dagli altri?
«È diverso dal punto di vista ingredientistico: una formulazione pulita, senza addensanti, emulsionanti e così via. È un gelato che prima non veniva realizzato e ora, invece, c’è qualcuno che lo fa. È una cosa di cui vado orgoglioso. E poi, a livello gustativo, ci contraddistinguono la stranezza di gusto, gli abbinamenti inconsueti, i gelati gastronomici. Ho intenzione anche di riprendere una cosa che abbiamo abbandonato negli ultimi tempi: gli aperitivi gastronomici».

Riscontro da parte della clientela: la gente ha capito cos’è Ciacco?
«La differenza ingredientistica è la cosa che ci qualifica di più, ma è complicato da comunicare. Molto spesso manca anche l’interesse del consumatore che considera il gelato come un acquisto di impulso. La difficoltà nel comunicare la nostra filosofia dipende anche dal fatto che il messaggio deve essere trasferito al cliente in modo chiaro ed efficace, ma soprattutto nel più breve tempo possibile, per evitare di scocciare. La clientela fidelizzata è suddivisa in due gruppi: da una parte c’è chi ha capito la filosofia, dall’altra chi apprezza semplicemente gli abbinamenti di gusto o i gusti in sè, senza preoccuparsi di come è fatto il gelato. Sono molto soddisfatto della clientela: abbiamo una fascia di clienti di 25-45 anni che si sono affezionati tanto e ci hanno aiutato a fare il salto tra il primo e il secondo anno, ci hanno fatto pubblicità e hanno innescato il passaparola».

Da / 3 anni fa / L'intervista /

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