11 Giugno 2016

VIDEO. Bsweet: un tuffo nella dolcezza


Storie di commercio. Dall’arredamento alle decorazioni, dall’originalità dei piccoli cupcake alla maestosità del cake design


di Cristina Sgobio

Due anni fa, Francesca e Sara hanno unito le loro forze e le loro idee per dare vita a un’attività «divertente, creativa e gratificante», come loro stesse la descrivono: Bsweet, un negozio di cake design e pasticceria americana, un posto magico, incantato, tanto dolce quanto goloso. 

Quando e come nasce Bsweet?
Sara: «Francesca aveva già un laboratorio in Piazzale Inzani dove produceva torte decorate e pasticceria americana, e voleva ampliare il locale. Io, invece, dopo aver fatto la casalinga per sei anni volevo ricominciare a lavorare. Così abbiamo unito le forze e abbiamo aperto questo negozio circa due anni fa. Questo non è solo un punto vendita, dal momento che c’è anche il laboratorio a vista dove creiamo i nostri prodotti».

Non realizzate solo torte decorate…
Francesca: «Esatto. Realizziamo anche cupcake, biscotti decorati e cheescake. Prima seguivo dei corsi, ora no perché il tempo è poco».

Come mai la scelta di aprire proprio in questo punto della città?
Francesca: «Avevamo già a disposizione questo locale. Inoltre, per avere il laboratorio, c’è bisogno di un locale con determinati requisiti e il caso ha voluto che questo fosse idoneo. La zona ci piace molto, l’unico problema è che il mercoledì e il sabato c’è il mercato e quindi è problematico per chi deve ritirare le torte, ma tutto sommato ce la facciamo tranquillamente».

Prendete ispirazione da altri negozi di questo tipo?
Francesca: «All’inizio sì, perché non avevamo ancora le idee ben chiare. Poi però abbiamo preso la nostra strada».

Anche l’arredamento è molto particolare…
Francesca: «Sì, rispecchia i nostri caratteri. Abbiamo scelto tutto noi».

Avete mai ricevuto una richiesta particolare?
Sara: «Una ragazza di Londra ci ha chiamato per chiederci se potessimo spedire lì dei cupcake. Le abbiamo detto di no, perché le consegne sono già complicate a Parma, figuriamoci raggiungere Londra. Tra le altre richieste particolari, mi viene in mente una torta per quattro persone su cinque piani…»

Questa è un’attività molto creativa. Per realizzare le vostre torte da dove prendete l’ispirazione?
Francesca: «Ci viene naturale, a seconda del tema e della giornata».
Sara: «Poi confrontiamo le nostre idee e così vengono fuori le nostre creazioni».

La “creazione” di cui andate più orgogliose?
Sara: «Qualche giorno fa abbiamo realizzato una torta enorme per un matrimonio. Si tratta di un lavoro che ha le sue complicazioni, anche a livello logistico. A cinque piani, partiva 60×60,  c’era un po’ di tensione, ma alla fine è andato tutto bene».
Francesca: «A me viene in mente la torta fungo: una torta a forma di fungo, sembrava davvero un porcino. La gente che guardava la foto mi chiedeva se fosse un fungo o una torta».

Com’è il riscontro da parte dei clienti?
Francesca: «Sempre positivo, riusciamo ad accontentare tutti i palati e tutte le età. Ci sono dei bambini che impazziscono vedendo le nostre torte e questo fa molto piacere. E’ bello soprattutto quando lavoriamo tanto per realizzare un prodotto e nel momento in cui lo consegniamo vediamo gli occhi dei clienti che s’illuminano: quella sì che è una vera soddisfazione».

Progetti in cantiere?
Francesca: «Qualche progetto c’è, ma da lì a realizzarlo ce ne vuole. Mi vorrei trasferire all’estero, aprendo un nuovo punto vendita, lasciando però aperto questo a Parma. E’ bello avere nuovi stimoli».

 

 

Da / 3 anni fa / L'intervista /

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *