29 Gennaio 2016

Varchi. Multe con telecamare: 5 milioni in 5 mesi

Varchi. Multe con telecamare: 5 milioni in 5 mesi

Dall’attivazione del 22 settembre scorso 56.217 multe, il silenzio del Comune. Eppure a Modena è l’assessore che invita i cittadini a fare ricorso: “Allarme e messaggi automatici immediati all’utente”


Sulla questione delle multe ai parmigiani per avere transitato nelle corsie preferenziali riservate ai bus di in via Zarotto (26.865), via Montebello (17.898) e viale Falcone in stazione (11.454) esistono due tipi diverse di responsabilità e competenze.

All’amministrazione spetta la responsabilità politica di informare i cittadini e beneficia dell’introito della multa, Parma Gestione Entrate deve attuare una trasparente modalità per incassare la sanzione per conto del Comune. Obiettivi e funzioni diverse, ma entrambe da esercitare con modalità corrette.

Se è vero che i passaggi irregolari si sono ridotti da 670 a 280 al giorno, si tratta di cifre comunque alte e soprattutto rimane la gestione di una comunicazione inefficace che, se non giustifica i trasgressori, deve comunque far riflettere chi l’ha attuata.

A Parma la notizia dell’attivazione dei varchi è stata anticipata in estate e poi ripresa con un comunicato stampa a settembre, il giorno successivo all’accensione delle telecamere il Comune dirama una nota con cui comunica di aver rilevato 905 infrazioni (oltre 500 in via Montebello). Poi però cala il silenzio e si ritiene che questo primo avvertimento possa essere sufficiente ad avvisare i cittadini che distrattamente considerano forse quella pioggia di multe il risultato di un controllo estemporaneo. Una valutazione sbagliata e dopo un mese scoppia il caos: “Multe corsie preferenziali? Sono 16mila in un mese”, annuncia la stampa locale con una notizia bomba, ma il Comune continua a rimanere in silenzio. E sono i cittadini, già infuriati davanti agli sportelli delle poste, a segnalare con telefonate di fuoco alla stampa quanto sta accadendo.

A muoversi sono invece le associazioni dei consumatori, che propongono soluzioni “tecniche” o attacano l’amministrazione paventando irregolarità. E il Comune si ritrova inevitabilmente sulle difensive, non dalla parte dei cittadini, ma contro: accusato inesorabilmente di voler fare cassa. Prova a difendersi, ma scende in campo anche la politica e lo scontro non è più rimarginabile.

Ma come si sono comportate altre città in casi come questi? A Modena, ad esempio, scoppia un caso per 4.132 contravvenzioni elevate, e in 3.600 di queste è stata richiesta una riformulazione forfettaria della multa. Le istanze sono partite da 176 cittadini che si sono visti recapitare in media 20 contravvenzioni, con importi che in alcuni casi sono arrivati fino a 2mila euro.

L’assessore alla mobilità Giacobazzi interviene subito in consiglio comunale: “abbiamo chiarito che non c’è l’intento dell’Amministrazione di fare cassa e abbiamo sempre invitato i cittadini a rivolgersi al Giudice di pace o al Prefetto per la riduzione delle contravvenzioni e quest’ultima Autorità ha ritenuto di intervenire applicando un istituto previsto dalla normativa dello Stato che consente, in determinate condizioni e in caso di comprovata buona fede, di cumulare le violazioni rilevate e commesse per un medesimo comportamento, e di limitare il pagamento a una quota pari a tre volte la sanzione più grave”.

Insomma, il Comune abilmente svolge il ruolo che a Parma si sono accaparrati le associazioni dei consumatori, ottenendo il risultato di depotenziare quello che poteva diventare un caso, tra l’altro, innescato, ironia della sorte, proprio da un consigliere del M5S, Luca Fantoni, che chiedeva: “l’Amministrazione difende i cittadini o le proprie entrate?”, ma poi ha dovuto convenire che “la soluzione del Giudice di pace potrebbe essere quella più giusta da applicare”.

Insomma a Modena si viaggia allineati e il problema viene affrontato per tempo dando l’impressione che l’obiettivo sia effettivamente educare i cittadini a non trasgredire e non solamente punire, l’aver dato il giusto risalto ha poi permesso ai cittadini multati di muoversi insieme nel gestire i ricorsi.

Ma il Comune di  Modena non si ferma qui e pensa anche a soluzioni tecniche per evitare che in futuro si ripetano episodi di multe seriali: “Per eliminare completamente la possibilità di incorrere in sanzioni multiple, inseriremo nel bando di gara per il nuovo sistema di telecontrollo della Ztl, una funzione di allarme automatico che evidenzia agli operatori eventuali accessi di veicoli precedentemente abbonati, al fine di poter avviare un’immediata azione di segnalazione all’utente tramite gli uffici di Polizia municipale”.

E veniamo ai fatti di cronaca recente sulle denuncie di irregolarità relative alle notifiche delle multe da parte di Parma Gestioen Entrate. La risposta della società di riscossione è stata che “dal 16 dicembre le notifiche sono state affidate completamente a Poste Italiane; i rilievi statistici puntuali e a campione non hanno mostrato particolari anomalie,ma faremo delle ulteriori verifiche e informeremo i cittadini”. Non ci resta che attendere.