18 Gennaio 2018

Uno spray nasale contro lo scompenso cardiaco: scoperta rivoluzionaria?

Uno spray nasale contro lo scompenso cardiaco: scoperta rivoluzionaria?

Michele Miragoli, del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma: “Abbiamo imitato il meccanismo dell’inquinamento”


Scompensi cardiaci? La soluzione potrebbe essere uno spray a base di nanoparticelle inalabili. A dirlo è una ricerca effettuata da un gruppo di scienziati italiani, tra cui Michele Miragoli del dipartimento di Medicina e chirurgia dell’università di Parma e da Daniele Catalucci del Cnr Irgb. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science Translational Medicine. Nel team anche Francesca Ravanetti del dipartimento Veterinaria di Parma.

Alla base del lavoro i meccanismi dell’inquinamento atmosferico. Come le nanoparticelle tossiche, infatti, una volta inalate, possono arrivare al cuore e creare danni, così le nanoparticelle “curative” possono raggiungere il cuore e guarirlo.

Le nanoparticelle inalabili viaggiano verso i polmoni e di qui subito al cuore dove scaricano i farmaci; al contrario della somministrazione endovena, il farmaco in questa maniera arriva dritto al bersaglio ed è molto più efficace. “Nel giro di 5-7 anni – sostiene Miragoli – si potrebbe arrivare a sperimentazioni su pazienti”.

Il team ha testato le nanoparticelle su degli animali, e il risultato è stato un successo.

Le potenziali ricadute cliniche sono enormi: innanzitutto le nanoparticelle posso veicolare farmaci che non si possono prendere per bocca, spiega l’esperto; inoltre farmaci cardiospecifici (RNA, peptidi). “Il tutto comodamente con uno spray che il paziente può autosomministrarsi anche a casa. Quindi vi sono ricadute soprattutto assistenziali e di costi. In effetti sarebbe una rivoluzione, limitando uso di aghi per intravenoso”.

 

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