10 Maggio 2017

“Un libro da 40mila euro, i bus e il Pizza Box… ma quanto spendono”

“Un libro da 40mila euro, i bus e il Pizza Box… ma quanto spendono”

Alfieri: “Una campagna elettorale ben lontana dalla sobrietà del 2012. È obbligatorio fare un bilancio di fine mandato, ma non stamparlo. Lo si può pubblicare on line, come fanno molti Comuni”


“È preciso dovere di un’amministrazione comunale, a fine mandato, comunicare quanto si è realizzato durante i cinque anni di governo. Lo dice spessissimo, ultimamente, il sindaco uscente e ha ragione, lo stabilisce la legge, precisamente il d.lgs 149 del 6 settembre 2011. Ma la stessa norma obbliga gli amministratori a pubblicare la relazione sul sito internet istituzionale non a realizzare un volume che è costato poco meno di 40.000 euro di soldi pubblici, come leggiamo nella determina del direttore generale Marco Giorgi (DD-2016-3094) che, con lungimiranza, ha impegnato i fondi già il 2 dicembre del 2016».

Esordisce così Luigi Alfieri, candidato sindaco della lista civica Alfieri per Parma, a proposito della recente pubblicazione ‘Dire, fare, contare’ ad opera del Comune di Parma.

La legge stabilisce che la relazione di fine mandato contenga “la descrizione dettagliata delle principali attività amministrative svolte, con specifico riferimento a sistema ed esito dei controlli interni, eventuali rilievi della corte dei conti, azioni intraprese per contenere la spesa, quantificazione dell’indebitamento comunale e debba essere pubblicata sul sito internet istituzionale dell’ente”. «Federico Pizzarotti, invece, ha prodotto un tomo a colori di 170 pagine, su carta di pregio, ricco di fotografie, grafici e schemi e l’ha pubblicato non sul sito istituzionale ma su www.direfarecontare.it – ha proseguito Alfieri».

«Ai cittadini la “progettazione, produzione esecutiva e promozione del servizio di comunicazione del bilancio di mandato” è costata 39.528 (Iva al 22% inclusa). Non è chiaro, fra l’altro, perché in determina non è precisato, se in questa cifra sia compresa anche la stampa – e noi lo speriamo vivamente – ma se non lo fosse sarebbe anche interessante sapere quante copie di “Dire fare contare” sono state prodotte.

Ciò che è certo è che con questa operazione il sindaco è andato ben oltre alle disposizioni di legge e ha utilizzato non pochi soldi pubblici per una manovra palesemente da campagna elettorale. Personalmente avrei investito quei 40.000 euro (almeno) per fare altro, per esempio per lo stipendio di due insegnanti di sostegno per bambini disabili, oppure per strutture per i giovani o per lo sport, ma sono solo esempi – ha spiegato il candidato sindaco».

«Oggi poi vediamo una struttura mobile, già soprannominata “Pizza box” da Gazzetta di Parma, che farà tappa in alcuni quartieri, ma non a San Leonardo, uno dei luoghi che più avrebbe bisogno della presenza delle istituzioni per mancanza di una piazza?!?! E anche una campagna di comunicazione sugli autobus. Siamo certi che in questi ultimi casi non si tratti di soldi pubblici: certo che rispetto alle campagne in economia del 2012 dei 5 Stelle, movimento da cui proviene il sindaco, registriamo un bel cambiamento – ha concluso il candidato». Luigi Alfieri, candidato sindaco.

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