6 Novembre 2015

Comune trasparente? Provate a chiedere un atto


Il consigliere Franco Torreggiani racconta la sua odissea per sapere se i cittadini sono informati quando scadono permessi per i varchi in centro storico. (GUARDA VIDEO)


Alle parole dovrebbero seguire i fatti, ma purtroppo spesso l’amministrazione non è all’altezza di quanto promesso. E così si sentono spesso consiglieri lamentarsi per non riuscire ad ottenere risposte esaustive alle loro richieste. Il gioco delle parti è sempre quello: un sindaco e i suoi amministratori che fanno atti, decidono azioni ed esaltano quelle che vanno bene, mentre cercano di far dimenticare rapidamente quelle che non sortiscono i risultati sperati; dall’altra parte l’opposizione alla ricerca di informazioni e dati per “inchiodare alle proprie responsabilità una maggioranza che a volte spende soldi in modo avventato e sperpera risorse pubbliche. Oppure semplicemente dovrebbe rendere conto di un servizio, magari finanziato, ma che non funziona.

È il gioco della democrazia e in mezzo ci sono gli strumenti per avere informazioni su quello che è stato deciso e doveva essere fatto. Non tutti gli atti, infatti, sono pubblici. Prendiamo ad esempio quelli delle partecipate, come Parma Infrastrutture, che non passano dal Consiglio Comunale e spesso si rifiutano anche di dare informazioni sulle destinazioni di beni pubblici e relative procedure (come è il caso della gare delle ex Serre Petitot).

Tornando al Comune, lo strumento a disposizione dell’opposizione è la richiesta di “Accesso agli atti”, per la quale si ha diritto ad avere un risposta entro 7 giorni. Ma al consigliere Franco Torreggiani, che ha sperimentato questa procedura per sapere se il Comune provvede ad informare i cittadini a cui è scaduto il tagliando per accedere il centro storico, quello dell’Auto amica e in generale quanti cittadini siano interessati ad usufruire dei varchi, non è andata proprio bene, come racconta lui stesso.

Torreggiani ha cercato poi di acquisire informazioni sulla situazione generale dei varchi e denuncia di essersi trovato davanti ad una odissea surrerale: “Il 23 di settembre ho fatto una richiesta di accesso agli atti, alla quale il Comune avrebbe dovuto rispondere in 7 giorni. Ci sono voluti 35 e la minaccia di informare la Procura della repubblica, per poi avere un foglietto con una breve descrizione sommaria. Nessun atto, si va in fiducia”.

Eppure l’art 22 del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale prevede il diritto ad accedere agli atti del consiglio, della giunta o semplicemente dei dirigenti su richiesta. “Non avendo avuto risposta ho fatto una comunicazione urgente il consiglio comunale il 13 ottobre e qualche giorno dopo il dirigente Nicola Ferioli mi ha comunicato di avere delle difficoltà ad acquisire i dati da Itcity e Infomobility. Il 25 ottobre ho scritto al Sindaco e al presidente del Consiglio Comunale, dichiarando che se non mi fosse stata data la documentazione di cui avevo diritto, avrei fatto un esposto alla procura della Repubblica”.

Finalmente gli atti sono arrivati? “Macchè, il 27 ottobre mi è arrivata una nota, un pizzetto, da parte del dirigente alla mobilità, di cui ci si deve fidare. Dalle poche informazioni superficiali e sommarie risulta che a Parma ci siano “circa 40.000 persone” con il permesso di entrare dai varchi e “circa 10.000 targhe bianche” (auto storiche ndr). Per quel che riguarda la comunicazione ai cittadini della scadenza del permesso per accedere ai varchi la risposta è che “ci sono alcuni problemi organizzativi ai quali si cerca di provvedere, per ora il servizio è sospeso”. Naturalmente nessun atto, in barba al regolamento (Leggi).

Art.22

Tutto questo è accaduto ad un consigliere comunale, provate a chiedere ad un cittadino che vuole avere informazioni o accedere ad un atto, quanto deve aspettare.

 

Da / 4 anni fa / Città /

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *