26 Aprile 2017

Ultimo Consiglio Comunale, tante le polemiche

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Ultimo Consiglio Comunale, tante le polemiche

Gli argomenti trattati maggiormente sono stati: la cessione delle azioni delle Fiere, il picco massimo di multe raggiunto in questo periodo e il risarcimento dei parcheggi interrati mai fatti


Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale della gestione Pizzarotti, andato in scena nel pomeriggio di mercoledì 26 Aprile, sono venute fuori importanti novità su cui si sono accese diverse discussioni. In aula è passata la delibera che permetterà al Comune di Parma di vendere le azioni della società. Il consigliere del PD, Nicola Dall’Olio, ha anche interrogato l’Assessore al Bilancio Marco Ferretti sulla questione.

“La società ha un azionariato pubblico del 71%, di cui il 56% è diviso in modo paritario tra Comune di Parma e Provincia. Un patto tra i due enti stabilisce inoltre che i due non possano scendere sotto alla quota del 26% per ognuno ma sembra che questo accordo sia stato ignorato dal punto che vogliono vendere scendendo a circa il 10% di partecipazione- l’accusa di Dall’Olio- Questo si desume da atti di Giunta che non sono mai passati tra i consiglieri ma che faranno passare nell’ultimo Consiglio Comunale utile”. Ferretti in risposta ha specificato che: “Il Cda di Fiere ha dichiarato un utile nel 2016 di 7 milioni di euro. Fiere di Parma non ha mai distribuito dividendi. Essendo Cibus la fiera che maggiormente fa salire gli incassi si ricorda che è un evento biennale quindi gli utili del 2016 non possono essere ritenuti d’esempio per tutti gli anni. Come può il comune vendere Fiere di Parma? Nella delibera c’è la ridefinizione del patto con la soglia minima di partecipazione del Comune del 26%. Alla fine comunque Fiere (tra Comune di Parma e Provincia) rimarrà pubblica per il 54,5%, quindi non c’è nessuna privatizzazione. Dopo l’approvazione della delibera si emetterà un bando, pianificato da un advisor, che venderà a privato 5,3 milioni di euro di azioni”.

Interviene anche il sindaco Pizzarotti: “Dall’Olio non interpreta correttamente il valore strategico di una apertura delle Fiere ai privati, che comunque rimarranno pubbliche. Rispetto alla Provincia non è stata volontà di fare cassa ma di aprire la compagine societaria che noi pensiamo possa rafforzare il ruolo delle nostre Fiere in un’ottica regionale”.

Dall’Olio ritiene invece che la vendita da parte della Provincia doveva essere il “momento giusto per far vedere la forza del Comune di Parma. L’ente dovrebbe prendere il timone. Questo è un comportamento miope e non tiene conto del programma a inizio mandato dello stesso Pizzarotti che riteneva il controllo pubblico di grande rilevanza. Fiere poi, stando bene e avendo già attuato molti investimenti e migliorie, in questo momento non ha bisogno di finanziamenti privati. Sulla base di quali studi poi si determina il valore delle azioni di Fiere? State approvando nell’ultima delibera, nell’ultimo consiglio comunale quella che definite una vendita lungimirante ma che è una vera e propria svendita con degli interessi che stanno fuori da questo Comune. State solo accettando l’offerta dell’Unione degli Industriali dello scorso novembre“.

Il capogruppo Pd Nicola Dall’Olio si è poi soffermato sul fatto che le entrate da tasse e tariffe del Comune sono state di 202 milioni di euro, a fronte dei 187 dell’ultimo anno di Vignali. E per le multe sono entrati 13 milioni, ovvero “il livello più alto mai raggiunto nella storia, a testimonianza che vengono usate per fare cassa a danno dei cittadini”. L’unico calo c’è stato negli investimenti per opere pubbliche, critica Dall’Olio.

E’ stato inoltre confermato, come già detto in commissione, il fatto che il Comune dovrà pagare 661mila euro e non 192mila, come deciso dal Tar, a Parma Park, per la mancata costruzione dei 14 parcheggi interrati automatizzati voluti dalla giunta Vignali e mai realizzati per l’opposizione dei comitati dei cittadini (come ha ricordato il consigliere Nuzzo). Lo ha deciso in modo inappellabile il Consiglio di Stato e la delibera è stata votata in Consiglio comunale, dove Buzzi ha rivendicato sia la scelta della costruzione che quella del suo ritiro successivo. L’Amministrazione comunale chiude il 2016 con un avanzo di bilancio da record: 54 milioni di euro.

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