6 Novembre 2015

Udu: “Parma ignora gli studenti, come se non esistessimo”

Udu: “Parma ignora gli studenti, come se non esistessimo”

In dieci punti quello che dovrebbe essere migliorato: tra le altre cose trasporti, mensa, cultura, servizio sanitario, sicurezza  e didattica


“Un dato allarmante ma non inaspettato, da anni denunciamo la situazione in cui versa la nostra Università e in generale la vita dello studente. Noi, in linea con il nostro ruolo di rappresentanti degli studenti, continueremo a capire quali possano essere le risposte alle esigenze, in un contesto, il nostro, in cui chi è deputato a farlo, sembra non abbia nemmeno la voglia di ascoltare le domande”. Questo il commento a caldo dell’Udu (Unione degli universitari) di Parma dopo la pubblicazione della classifica del Sole 24 ore che, pochi giorni fa, ha rilevato il drastico calo di immatricolazioni nella nostra Università (-36,1% dal 2011 al 2015).

“Parma è vivibile, ma la percezione è che non riconosca gli studenti, li ignora – spiega Enrico Gulluni coordinatore del sindacato studentesco -, questa scarsa attenzione si riflette nei servizi che la città offre, spesso inadeguati alle nostre esigenze”. Ma quali sono le richieste, e quali le proposte, dell’Udu? Eccone alcune, riassunte in dieci punti.

  • TRASPORTI. Uno dei problemi più sentiti è la mobilità, l’Udu da tempo chiede il miglioramento del trasporto urbano. In particolare, il numero di corse degli autobus verso il Campus risulta carente, tanto che negli orari di punta (quello delle lezioni, al mattino e primo pomeriggio) si registra un sovraffollamento. Carenza anche nei collegamenti notturni, coperti da due sole linee fino alle 22 e poi dal Prontobus, un servizio a chiamata ma non a buon mercato per le tasche degli studenti. Oltre all’aumento delle corse, l’Udu propone abbonamenti annuali ridotti e convenzioni con Trenitalia, queste per agevolare economicamente gli universitari pendolari.
  • MENSA. Pur considerando la qualità accettabile, la mensa è giudicata troppo cara: 7 euro un pasto completo, un prezzo che induce spesso i ragazzi ad optare per altre soluzioni.
  • SERVIZIO SANITARIO. Visto l’alto numero di iscritti da fuori regione, l’Udu sottolinea il problema dell’assistenza sanitaria. Anche solo per una semplice ricetta, gli studenti devono rivolgersi al medico della propria città, in alcuni casi a migliaia di km di distanza da Parma. La proposta dell’Udu è di venire incontro a questa esigenza, individuando medici di base di riferimento per gli studenti fuori sede.
  • CULTURA. Musei, teatri, festival… secondo l’Udu lo studente non è riconosciuto come target da agevolare, come se in città venisse ignorata la presenza degli universitari. Alcuni cinema riservano sconti, ma solo in alcuni giorni della settimana. Non esiste una convenzione che consenta di avere accesso agevolato al sistema museale e culturale cittadino.
  • SPAZI DI AGGREGAZIONE. Se all’interno dell’Università gli studenti trovano spazi riservati alle attività, non accade invece in città dove vorrebbero averne, per  promuovere incontri ed eventi, per rafforzare il rapporto con Parma. Inoltre, si lamenta l’offerta limitata di locali per i giovani, a parte alcuni circoli Arci la città sembra non offrire molto di più.
  • DIDATTICA. Meno lezioni frontali e più esperienze sul campo, per rendere meno teorico l’apprendimento. Dai laboratori alle visite alle aziende, la proposta è di dare un taglio più pratico alla didattica per rendere più attrattiva l’offerta formativa.
  • ACCESSO ALL’UNIVERSITÀ. No al numero chiuso, va bene eliminare il test di ingresso ma no al sistema di accesso dei corsi a numero programmato basato sulla rapidità di immatricolazione (entra chi si iscrive prima). Da qui, la battaglia dell’Udu sintetizzata nello slogan #chiusi fuori…“per una manciata di secondi”.
  • ORIENTAMENTO. Migliorare l’orientamento in entrata, cercando di vendere meno la “bellezza e accoglienza di Parma”, tra gadget e strategie di marketing, ma andando nel concreto dell’offerta formativa per non creare illusioni. Poi, orientamento in uscita cercando di agevolare il rapporto degli studenti con il mondo imprenditoriale ed il tessuto lavorativo con il quale andranno a misurarsi dopo la laurea.
  • SICUREZZA. La città è sempre meno sicura, nelle vie più frequentate dagli studenti, via D’Azeglio in primis, viene denunciata la mancanza di controlli ed una crescente situazione di degrado.
  • TASSE. Un tema sul quale il sindacato studentesco batte il chiodo è quello delle tasse. L’Ateneo parmigiano da una recente indagine di Federconsumatori è risultata l’università più cara d’Italia. L’Udu sta studiando una proposta, che presenterà al Rettore, per un sistema di tassazione più equo.

 

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *