9 Luglio 2016

TUMORI FEMMINILI. CAMBIA IL PROGRAMMA DI SCREENING

TUMORI FEMMINILI. CAMBIA IL PROGRAMMA DI SCREENING

Le donne di età tra i 30 e 64 anni sono invitate dall’Azienda USL, tramite lettera, a fare l’HPV test ogni 5 anni come test primario, e non più il Pap-test


Novità in vista per uno dei servizi di diagnosi precoce più importanti del sistema sanitario:  lo screening contro i tumori femminili.
Ecco cosa cambia: le donne di età tra i 30 e 64 anni sono invitate dall’Azienda USL, tramite lettera, a fare l’HPV test ogni 5 anni come test primario, e non più il Pap-test.
Mentre continuano a fare quest’ultimo esame le donne tra i 25 e i 29 anni.
Il passaggio dal Pap-test al test HPV sarà graduale: si inizia quest’anno con le signore tra i 50 e i 64 anni. Invariata la modalità di chiamata per la mammografia, che è proposta ogni anno alle donne di età tra i 45 e i 49 anni e ogni 2 alle donne dai 50 ai 74 anni.
Lo screening è gratuito, così come anche eventuali approfondimenti diagnostici e terapeutici, compreso i controlli dopo eventuali trattamenti.

Perché il test HPV?
Perché la ricerca scientifica ha dimostrato che questo esame per le donne tra i 30 e i 64 anni di età è ancora più efficace del Pap-test. E le donne dai 25 ai 29 anni? Continuano  a  fare  il  Pap-test,  su invito   dell’AUSL.
In   questa   fascia d’età rimane il test principale e più efficace,   poiché l’infezione da HPV è molto frequente, cosa che potrebbe   indurre    inutili   approfondimenti diagnostici,  ma  scompare  spontaneamente  nell’80%  delle  donne  negli anni successivi. L’esito dell’esame è spedito con lettera. Se è positivo, la donna  è  contattata  telefonicamente per concordare ulteriori accertamenti diagnostici.

Cos’è il test HPV?
Consiste in una delicata raccolta di cellule dal collo dell’utero con una spatola e uno spazzolino, il materiale prelevato viene esaminato in laboratorio per la ricerca del papilloma virus umano (HPV). Come per il Pap-test, si tratta di un esame semplice, non doloroso e che si svolge in pochi minuti.

Se il test HPV è negativo?
La donna riceve a casa una lettera dall’AUSL  con la risposta e viene invitata a ripetere l’esame dopo 5 anni, un intervallo  di  tempo  ritenuto  efficace dalla ricerca scientifica.

E se il test HPV è positivo?
Con il materiale cellulare già raccolto si esegue anche il Pap-test. Se il Pap-test è negativo, la donna è invitata dall’AUSL dopo un anno a ripetere il test HPV. Se il Pap-test mostra alterazioni, la donna è invitata con lettera per eseguire ulteriori accertamenti diagnostici (esame colposcopico ed eventuale biopsia). Tutto il percorso di diagnosi e cura è gratuito.

Nel Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna il modello organizzativo degli screening è basato su una rete di servizi gestita in modo integrato da ciascuna Azienda USL, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di riferimento.
Il programma si caratterizza per la costituzione di un percorso diagnostico-terapeutico integrato, totalmente gratuito, che accompagna la donna dall’effettuazione del test di screening fino agli eventuali approfondimenti e, se necessario, ai successivi trattamenti di cura e follow-up. Fin dall’impostazione dei programmi di screening è stata organizzata una intensa attività di supporto e sviluppo all’intera gestione dei percorsi, coordinata a livello regionale, comprendente: piani di formazione e aggiornamento, la costituzione di specifici gruppi di lavoro, un sistema per il monitoraggio dei risultati e della qualità raggiunti attraverso indicatori e standard di riferimento riconosciuti, la definizione e la promozione di progetti di ricerca, il coinvolgimento dei Registri tumori di popolazione e di patologia operanti sul territorio della regione  per le necessarie valutazioni di impatto dei programmi stessi sulla salute della popolazione femminile emiliano-romagnola.
Infine c’è un aspetto culturale da tenere in considerazione. Lo screening è offerto a una popolazione femminile composita per valori, cultura e interessi; di ciò bisogna tenere conto nella relazione che si va a costruire con le donne interessate.  Secondo le indicazioni regionali, sono quindi assicurati  in tutte le fasi l’informazione, l’azione di supporto e la massima riservatezza.
L’alta qualità è assicurata e verificata in ogni fase del programma permette che siano contenuti il più possibile il numero di “falsi positivi” (risposte preoccupanti che si rivelano inesatte) e di “falsi negativi” (risultati rassicuranti che si rivelano ingannevoli). La qualità delle diverse attività e i benefici ottenuti negli screening attivi in Emilia-Romagna viene valutata sia dal livello regionale che da quello nazionale (Osservatorio Nazionale Screening del Centro coordinamento e prevenzione malattie del Ministero della Salute): il confronto sui risultati ottenuti pone la Regione ai primi posti per la qualità dei programmi.

Sul programma di screening per la diagnosi precoce dei tumori femminili è possibile consultare il sito  internet regionale: salute.regione.emilia-romagna.it o chiamare il numero verde 800.033.033.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *