17 Agosto 2016

TRUFFE. SI FINGE UN COMPAESANO ED ENTRA IN CASA

TRUFFE. SI FINGE UN COMPAESANO ED ENTRA IN CASA

La polizia lancia un appello alla cittadinanza: non aprire la porta a sconosciuti e a chi si finge appartenente alle forze dell’ordine senza indossare l’uniforme


 

Ancora casi di anziani vittime di truffe registrate in città. Le modalità d’azione dei malviventi è quasi sempre la medesima, uomini o donne che si fingono avvocati, addetti alla lettura dei contatori o venditori. L’ingegno dell’uomo in questo genere di cose però non ha limiti.
Un episodio, ad esempio, è avvenuto il 30 luglio, quando un uomo si è finto compaesano di un anziano di origini meridionali. Con questa scusa il malvivente è riuscito ad entrare nell’abitazione e prelevare le chiavi dell’appartamento. Il giorno prima aveva provato a farsi aprire dopo aver citofonato con insistenza, ma non era riuscito ad entrare.
Altro episodio il 5 agosto, quando un uomo di origini nord africane, si è finto un venditore di fiori con una donna che nel momento in cui ha sfilato via dalla borsa il portafogli si è vista infilare il mazzo di fiori con insistenza nella borsa. Una mossa che ha permesso all’uomo di rubarle il portafogli.
La polizia lancia quindi un appello a tutta la cittadinanza, soprattutto agli anziani. Non aprire la porta a sconosciuti, soprattutto a chi si dichiara essere appartenente alle forze dell’ordine senza che questi soggetti abbiano indosso alcuna uniforme. Chiamare sempre il 113 per risolvere ogni dubbio o in caso di pericolo. Un appello a ricordare ance la campagna della Polizia di Stato intitolata #CHIAMATECISEMPRE.

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