7 Maggio 2018

Traumi sportivi, la precisione della diagnosi significa recupero ottimale

Traumi sportivi, la precisione della diagnosi significa recupero ottimale

L’esecuzione di esami con ecografi e tecnologie all’avanguardia permette di valutare lesioni ancora in stadio iniziale ma potenzialmente pericolose


Nel campo dello sport agonistico una delle necessità fondamentali è che la diagnosi dei traumi sia veloce e precisa, per permettere all’atleta un recupero ottimale nel minor tempo possibile. Per questo lo Studio Pasta offre al mondo dello sport un servizio di diagnostica immediato ad altissimo livello, con macchinari all’avanguardia e specialisti di riconosciuta esperienza. Grazie ad un importante periodo di formazione negli Stati Uniti presso l’Hospital for Special Surgery a New York, seguito da alcuni tra i più grandi esperti mondiali di diagnostica muscolo-scheletrica, il dr. Giulio Pasta si è specializzato nella diagnostica dei traumi sportivi.

Dottor Pasta, qual è l’iter diagnostico da seguire una volta verificatosi un trauma?
«Se si tratta di un trauma a livello osseo o articolare si deve partire dall’rx tradizionale associato o meno alla risonanza magnetica nel caso in cui si sospettino microfratture non visibili all’rx o alterazioni a carico di strutture non studiabili con rx, come menischi, legamenti, capsula o cartilagine. Nel caso di trauma muscolare l’esame gold standard è sicuramente l’ecografia, si ricorre alla rmn solo in casi particolari».

Quali sono le indicazioni di risonanza magnetica?
«In campo articolare è importante per lo studio di legamenti, capsula, cartilagine e fibrocartilagini. Nelle lesioni muscolari si ricorre alla rmn in caso di necessità di diagnosi precoce (perché nelle prima 24-36 ore l’ecografia può non essere attendibile) oppure per studiare muscoli nascosti e non studiabili con ecografia (come in alcuni casi i muscoli del bacino) oppure quando si sospettano alterazioni muscolari molto lievi che non sono visibili all’esame ecografico».

Quanto è importante il rapporto tra consulente radiologo, società e atleta?
«È molto importante una stretta collaborazione tra il medico di campo, il radiologo e lo staff di preparatori e fisioterapisti perché solo così si riesce a salvaguardare la salute dell’atleta nell’interesse della squadra».

Perché sono cruciali i controlli durante il periodo di recupero?
«È utile valutare sia l’evoluzione delle fratture per vedere come procede la guarigione ossea sia l’evoluzione delle lesioni muscolari per capire quando una lesione è in fase di avanzata cicatrizzazione e ridurre così la possibilità di recidiva, già molto frequente in generale».

Cosa è fondamentale per valutare al meglio un trauma sportivo?
«L’esecuzione di esami con ecografi e altri macchinari all’avanguardia che permettono di valutare lesioni ancora in stadio iniziale ma potenzialmente pericolose, la conoscenza maturata in ambito sportivo tramite l’esame di casi articolati su atleti professionisti di diversi sport, l’aggiornamento continuo oltre che con lo studio delle ultime pubblicazioni anche mediante la visita ai più importanti centri sportivi europei, la partecipazione a convegni sportivi a contatto con i maggiori esperti ortopedici e con le figure societarie e medico-sanitarie più coinvolte nella gestione dell’infortunio dell’atleta. Tutto questo, unito alla fiducia nel medico, crea le basi per un recupero ottimale volto al reinserimento dell’atleta alle massime condizioni».

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