12 dicembre 2018

“Tratta La Spezia-Parma-Brescia: un’opera incompiuta”

“Tratta La Spezia-Parma-Brescia: un’opera incompiuta”

Lo sostiene il dossier Pendolaria 2018 di Legambiente. Proposte al Governo 26 infrastrutture da completare che interessano oltre 12 milioni di italiani


Altro che autostrada pedemontana e Tav: le vere incompiute italiane sono 26 opere, bloccate e senza risorse, che aiuterebbero a migliorare la vita di chi si sposta ogni giorno per lavoro e per studio. Investimenti per una cura del ferro nelle città italiane, attesi da anni, che gioverebbero a 12 milioni i cittadini italiani. Per l’Emilia-Romagna le due principali urgenze  segnalate da Legambiente al governo nazionale con il dossier “Pendolaria” sono Il nodo di Bologna e  la dorsale ferroviaria da La Spezia – Parma- Brescia, collegamento ferroviario tra Tirreno e Brennero .

Anche nella nostra regione infatti il dibattito pubblico ruota purtroppo esclusivamente attorno alle autostrade previste dal vecchio piano trasporti, scaduto e risalente a vent’anni fa.

Nel frattempo le opere utili rimangono al palo, ed i pendolari non vedono all’orizzonte miglioramenti rilevanti nel servizio.

Paradigmatica la situazione delle popolazioni lungo la tratta Parma-Brescia, con i ponti stradali sul Po chiusi o interdetti da oltre un anno, con perdite per il territorio stimate in decine di milioni di euro all’anno. A pochi chilometri di distanza invece un investimento su 9 km di autostrada TI-BRE, costata 400 milioni di euro, che finirà in mezzo alla campagna. Le linee ferroviarie esistenti sulla medesima direttrice, sono intanto malridotte e con frequenze inadeguate a garantire i bisogni dei pendolari: oltre due ore per coprire 95 km di linea.

Altrettanto emblematico il nodo di Bologna dove si discute di vari ipotesi autostradali senza  che i progetti di trasporto pubblico già decisi da decenni riescano a vedere la luce: è’ il caso del servizio ferroviario metropolitano di Bologna (SFM), un progetto nato nel 1998 e ancora da completare, per il quale si prevede all’interno deòl nuovo PUMS la piena funzionalità nel 2030!  Servirebbe un bacino di 800 mila persone, ma mancano all’appello 320 Milioni di euro per il suo completamento.

 “Invitiamo il governatore Bonaccini ed il Ministro Toninelli – sottolinea  Legambiente – a uscire dalle baruffe sulle autostrade di Modena ed il passante bolognese per fare invece l’elenco delle opere di trasporto pubblico veramente utile. Cantieri che potrebbero partire, generare lavoro e decongestionare le strade”. In particolare su Bologna l’associazione giudica interessante la nuova proposta del Ministero di un intervento light sulla tangenziale. “Chiediamo – continua Legambiente – che le risorse in capo ad Austostrade destinate al nodo di Bologna siano utilizzate per completare il disegno di trasporto pubblico”.

“Le risorse inizialmente destinate al nodo di Bologna da parte del Ministero erano di oltre un miliardo di euro – commenta Lorenzo Frattini, presidente regionale di Legambiente –  Attualmente sono scese a meno di 700 milioni e nel progetto del Governo sembra se ne prevedano 200.  Sarebbe bene che la politica e le associazioni economiche pretendessero che le altre risorse andassero sul trasporto sostenibile, cantieri rapidamente attuabili e che alleggerirebbero le strade ben prima di qualsiasi altro intervento”.

 

 

 

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