26 febbraio 2017

Tommaso Fiazza: “Se fossi Trump? Farei quello che sta facendo lui!”

Tommaso Fiazza: “Se fossi Trump? Farei quello che sta facendo lui!”

INTERVISTA DELLA DOMENICA. Eletto a vent’anni sindaco di Fontevivo. “Stiamo lavorando duro per il nostro comune, nonostante le tante difficoltà”


Diventa sindaco a soli vent’anni, tra chi crede in lui e chi, invece, dubita. Dopo un anno e mezzo di amministrazione, Tommaso Fiazza – sindaco di Fontevivo e primo cittadino più giovane d’Italia – si dice contento e soddisfatto. Nel suo studio la poltrona è coperta da una bandiera a stelle e strisce. Tommaso Fiazza dell’elezione di Trump è contento. “Anche a noi italiani servirebbe una persona dal pugno di ferro” – dice. Una vita diversa da quella dei coetanei, una fidanzata e dei genitori costretti al sacrificio di non vederlo quasi mai, un mix di responsabilità, lavoro ma anche tanta soddisfazione. “Non posso far tardi la sera, ma è il mio lavoro e ne sono felice”.

Eletto dopo moltissimi anni di governo di sinistra e appena 20enne. Come ci si sente ad essere il sindaco più giovane d’Italia? Com’è stato governare Fontevivo in questo primo anno e mezzo?
E’ una grandissima responsabilità, perché bisogna far capire alla gente che qualcosa è cambiato. In verità noi siamo stati eletti perché gli altri hanno perso, si sono scissi e ci hanno dato risalto. E’ grazie a loro che abbiamo vinto. Governare a 22 anni non è facile, ma se un sindaco è appoggiato da una buona squadra, allora si riesce a farlo bene. Quando sono stato eletto molti si chiedevano se ce l’avrei fatta, oggi i risultati sono arrivati e ne sono molto contento. I nostri nonni a 19 anni andavano in guerra, perché non si dovrebbe riuscire a fare il sindaco a 20?!

Cosa, di quello che hai promesso in campagna elettorale, è stato fatto? E cosa non ancora?
Quello su cui stiamo puntando principalmente è la sicurezza. Stiamo investendo su un rafforzamento della municipale, sulla sorveglianza, ma anche sulle scuole. Stiamo provvedendo all’adeguamento antisismico dei plessi di Fontevivo e Ponte Taro, sui quali verrà effettuata pure una riqualificazione energetica, stiamo investendo 1 milione e 600 mila euro. Inoltre ci stiamo occupando della sicurezza stradale, istallando dossi e rafforzando il sistema di illuminazione, interamente a Led o con pannelli solari. Riqualificheremo il centro storico di Fontevivo, stiamo portando avanti un progetto per l’organizzazione di eventi in primavera e stiamo spostando la sede della croce rossa di Ponte Taro, in modo da collocarla in un’area più facilmente raggiungibile. In questo periodo gli enti locali stanno subendo moltissimi tagli, si parla di circa 150 mila euro in meno anche per l’ordinaria manutenzione. Questo significa che bisogna faticare per togliere una buca o istallare una telecamera. Noi stiamo cercando di fare il massimo, nonostante le tante difficoltà. L’unica cosa di cui parlavamo in campagna elettorale ma che non siamo a riusciti a realizzare è il rendere gli asili nido gratuiti. Purtroppo le precedenti amministrazioni hanno accumulato diverse spese e noi non ne eravamo al corrente. Stiamo lavorando per un abbassamento delle rette, ma rendere tutto gratuito temo sia impossibile.

Una questione particolarmente cara alla Lega è l’emergenza immigrazione. Tu cosa ne pensi, in rapporto al Parmense? Che misure utilizzeresti per far fronte al problema?
Penso che una soluzione debba arrivare da un Governo serio, non da un sindaco. E un Governo che accoglie chi non ne ha il diritto, dove la crisi continua e manca il lavoro sia per gli italiani che per gli immigrati regolari, non è affatto serio. Anche qui a Fontevivo le richieste di lavoro sono superiori all’offerta. Il 15% della popolazione del paese è fatta da immigrati regolari, ed è inutile che la Prefettura si ostini a mandare richiedenti asilo. Solo chi fugge da una guerra dovrebbe poter entrare, non chi viene qui per migliorare le proprie condizioni economiche. Se io fossi il Governo stringerei dei patti con i Paesi di provenienza di questa gente, non li lascerei di certo in mare, ma istituirei dei centri di smistamento e li riporterei indietro. Inoltre accelererei i tempi di attesa per stabilire se uno straniero può stare o meno in Italia: un anno e mezzo è troppo. Queste dovrebbero essere delle priorità per un Governo serio, piuttosto che obbligare i sindaci ad accogliere.

Questo è l’anno delle comunali a Parma, ma il centro-destra non ha ancora presentato alcun candidato. Punteresti su qualche nome? Cosa ti auguri per la città?
Non vedo più una vera destra né una vera sinistra, vedo un fronte conservatore (al quale senza dubbio appartengo) e un fronte globalista. Mi auguro che venga eletta una persona capace, che voglia prendere in mano una città ormai ferma da tempo, che si batta per la sicurezza (tema da sempre caro alla Lega). Auspico ad un centro-destra fatto da persone nuove alla politica, non dai soliti volti che magari hanno fatto parte delle vecchie giunte. Non saprei fare un nome preciso, ma certamente si sta lavorando per trovarlo.

L’essere stato eletto così giovane, l’addossarsi così tante responsabilità e lavoro, ti ha tolto quella “libertà” che si ha a vent’anni?
Sapevo che fare il sindaco avrebbe significato fare dei sacrifici, ma sono molto contento di come sto vivendo questo periodo della mia vita. Ho molte responsabilità e numerosi impegni, anche nel weekend, quindi non posso tornare tardi la sera, come fanno molti miei coetanei, ma sto facendo quello che volevo. Il sacrificio è più dalla mia ragazza e dei miei genitori che non mi vedono quasi mai.

Ci racconti un aneddoto legato alla tua attività di sindaco?
Ricordo benissimo il momento in cui ho annunciato ai miei genitori che mi sarei candidato. Era la sera in cui era stato deciso che sarei stato io il volto che la Lega avrebbe presentato. Sono tornato a casa, era piuttosto tardi, e ho detto a mia mamma: “Ho deciso di candidarmi alle elezioni!”. Lei mi ha guardato perplessa e assonnata e mi ha risposto: “Ma vai a dormire!”. Menomale che non le ho dato retta (ride).

Se domani ti svegliassi Trump, cosa faresti?
Farei quello che sta facendo lui. Noi non ci siamo abituati, data l’esperienza di Renzi, ma Trump sta semplicemente facendo quello che aveva promesso. In una situazione come quella attuale serve qualcuno che prenda una posizione seria, ci vuole un freno forte, per evitare di scottarsi in futuro. Trump ha il pugno duro sulle politiche internazionali, ed è quello che servirebbe anche qui in Italia. A molti l’elezione di Trump dà fastidio, ed anche per questo i media tendono ad ingigantire, ma gli americani di sinistra devono prendere atto della sconfitta. Questo, purtroppo, è un limite che la sinistra ha in ogni parte del mondo, in America come in Italia, se non vince non lo accetta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati. *