5 Giugno 2017

Terme di Salsomaggiore spa diventerà srl e sarà liquidata

Terme di Salsomaggiore spa diventerà srl e sarà liquidata

Lo ha deciso il Consiglio provinciale nella seduta di lunedì mattina. Si va all’asta


Il Consiglio provinciale ha approvato lunedì mattina, con l’astensione del gruppo Provincia Nuova, la trasformazione della società Terme di Salsomaggiore e Tabiano da Spa a Srl, la relativa bozza di statuto, e la successiva messa in liquidazione della società.

La delibera, illustrata dal Presidente Fritelli, era stata già approvata da Comune di Salsomaggiore e Regione Emilia Romagna, gli altri due soci della Spa, che è a capitale totalmente pubblico. Le quote di partecipazione sono le seguenti: Comune di Salsomaggiore Terme 60,96%, Regione Emilia Romagna 23,42%, Provincia di Parma 15,62%. La società nel luglio 2015 ha chiesto di essere ammessa alla procedura di concordato preventivo. Il concordato ha natura liquidatoria. Con la liquidazione i soci, oltre alle economie di spesa, potranno riutilizzare gli accantonamenti obbligatori a copertura dei risultati negativi, destinandoli ad altre spese di interesse pubblico. Per la Provincia si stima uno svincolo superiore al milione di euro.

Ora la parola passa all’assemblea dei soci e poi al giudice, che dovrà nominare il commissario liquidatore che gestirà la vendita. Le procedure avverranno con aste, sotto l’egida del giudice e del commissario, che ne garantiranno il corretto svolgimento.

Nel dibattito sono intervenuti alcuni consiglieri che hanno chiesto chiarimenti vari, tra cui  Agoletti (Provincia Nuova – Pn) che ha richiesto anche un maggior coinvolgimento dei consiglieri sul tema, Roberto Bianchi (Pn), Vagnozzi (Insieme per il Terrirorio), Grenti (IpT) secondo cui il percorso è obbligato ancorché tardivo, Canova (PD) secondo cui si tratta di una svolta epocale, necessaria per rispondere alle esigenze del mercato.

Fritelli, rispondendo a Roberto Bianchi spiega che, in base al piano concordatario, il complesso immobiliare potrà essere assegnato alla società che gestisce gli immobili, che ha diritto di prelazione e ha avanzato un’offerta in tal senso, ma è prevista un’asta ad evidenza pubblica in cui possono verificare offerte migliorative; l’importo dell’offerta da solo soddisfa il 40% del piano concordatario, che prevede però anche altri asset, tra cui le Terme Berzieri. Il grado di soddisfacimento dei creditori (a parte quelli privilegiati come banche e lavoratori, che rappresentano il 70%) è stimato tra il 19 e il 23%.

Rispondendo a Vagnozzi, Fritelli conferma che esiste una lettera di patronage dei soci pubblici a garanzia del leasing stipulato a suo tempo dalla società; il contratto di leasing è stato risolto nel concordato. La partita è congelata fino alla vendita dell’albergo, poi le banche valuteranno la differenza rimanente e le eventuali quote residue da chiedersi ai soci. La Regione ha un fondo che potrà utilizzare per questa operazione.

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