18 Aprile 2019

Tecniche infiltrative di Ozonoterapia per curare il mal di schiena

Tecniche infiltrative di Ozonoterapia per curare il mal di schiena

Il servizio paravertebrale e radioguidato per contrastare mal di schiena, cervico-dorsalgie e ernie discali. Ne parliamo con il dottor Massimiliano Sacchelli del Centro Hope


L’ozono è un gas naturale, presente anche nell’atmosfera, che quindi non comporta rischi di allergie. La tecnica che lo utilizza, l’ozonoterapia per via infiltrativa è indicata in pazienti con mal di schiena, cervicalgia, sciatica e in particolare in presenza di ernia del disco. E’ una metodica raccomandata dal Ministero della Salute per l’efficacia dimostrata anche sulla riduzione degli interventi chirurgici alla schiena. È inoltre consigliata nei soggetti con patologie quali il diabete e le cardiopatie. Per conoscere meglio questa terapia, il dottor Sacchelli del Centro Hope ci spiega le tecniche più diffuse e quali sono le controindicazioni. 

Quali sono le tecniche infiltrative utilizzate al Centro Hope?
«Dipendono dalla patologia di base: io ne utilizzo più frequentemente due: la tecnica paravertebrale intramuscolare e la tecnica intraforaminale rx guidata. Nel primo caso si risolvono mal di schiena, cervicalgie e dorsalgie, problematiche di postura, contratture muscolari, discopatie etc. Viene eseguita per via ambulatoriale con una tecnica specifica che non prevede l’utilizzo di raggi o ecografia. Le sedute utili sono solitamente 6 con cadenza bisettimanale ma il numero può variare in funzione dell’andamento dei miglioramenti. A miglioramento avvenuto, si consiglia poi di ripetere qualche seduta di mantenimento a distanza di alcuni mesi e comunque da stabilire in base alla problematica di base.»

E la tecnica intraforaminale?
«Viene utilizzata nelle ernie discali compressive lombari (lombosciatalgie o lombocruralgie). Questa metodica prevede che l’ago venga inserito in profondità, facendo prima un’anestesia locale, per arrivare quindi in corrispondenza dell’ernia e della radice compressa. L’infiltrazione intraforaminale viene infatti eseguita in un apposita sala attrezzata appositamente, in sterilità, con l’ausilio di personale dedicato e mediante l’utilizzo di un fluoroscopio (una sorta di radiografia mobile), un macchinario che permette di vedere su monitor le immagini in tempo reale dell’anatomia interna di un paziente e nello stesso tempo di controllare il tragitto dell’ago durante la procedura per visualizzarne l’esatto posizionamento in corrispondenza dell’ernia e del nervo compresso. L’obiettivo di questa procedura è quello di far riassorbire l’ernia per permettere al paziente di accedere velocemente al percorso riabilitativo accelerando il processo di guarigione. Con questa tecnica mirata sono solitamente sufficienti solo 2 infiltrazioni che vengono eseguite a distanza di 1 o 2 settimane l’una dall’altra.»

Quali sono le controindicazioni all’Ozonoterapia?
«Poche. Viene utilizzato frequentemente anche nei problemi di dolore correlati all’attività sportiva e negli atleti professionisti in quanto non costituisce doping. Le infiltrazioni possono inoltre essere eseguite anche nei pazienti che assumono farmaci anticoagulanti; in questi casi è spesso sufficiente variare la terapia di base per un periodo molto limitato di tempo accordandosi prima con il Medico Curante di riferimento o con il Centro Emostasi. Le uniche situazioni in cui le infiltrazioni di Ozono hanno una controindicazione (anche se non assoluta) sono:
• pazienti affetti da Favismo: deficit funzionale o quantitativo della glucosio-6-fosfato deidrogenasi;
• pazienti affetti da scompenso cardiocircolatorio in atto;
• pazienti affetti da ipertiroidismo clinicamente manifesto;
• pazienti in gravidanza (unica controindicazione assoluta).»

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