8 Marzo 2016

Tariffa puntuale: bene oltre il 90% di utenze domestiche


93.000 famiglie sono rimaste sotto i minimi di svuotamento previsti e spenderanno meno in bolletta. Male i ristoratori: solo il 29% è rientrato nella soglia


Oltre il 90% delle utenze domesiche (che complessivamente sono 94.658) sono state al di sotto degli svuotamenti previsti per l’equiparazione del costo dell’anno precedente e quindi pagheranno meno per il secondo semestre 2015, rispetto al metodo presuntivo adottato in precedenza.

L’introduzione della tariffa puntuale per i rifiuti da avviare allo smaltimento ha prodotto quindi un risparmio per oltre 93.000 famiglie. Sono invece 1337 le famiglie che hanno svuotato il contenitore dei rifiuti residui qualche volta in più rispetto alla media prevista e che quindi si troveranno una spesa aggiuntiva in bolletta. In conferenza stampa l’assessore all’ambiente Gabriele Folli ha dichiarato che: “su base annua una famiglia media può risparmiare 20 euro, di conseguenza chi arriva al numero di svuotamenti massimi può spendere 20 euro in più di quella che è la tariffa media. Comparato ad altre tariffe della regione, anche chi pagherà di più resterà comunque tra le più basse tariffe della regione Emilia Romagna.”

Per quanto riguarda le utenze non domestiche (che complessivamente sono 12.289), i dati sono variabili in funzione della tipologia di attività. Molte utenze fanno registrare risultati soddisfacenti, mentre si segnalano produzioni di rifiuti sopra la media per  attività quali bar e ristorazione. Circa la metà dell’utenza di questa tipologia ha fatto registrare svuotamenti superiori ai minimi.

Fra le categorie non domestiche che hanno fatto registrare i migliori risultati si distinguono uffici, agenzie e studi professionali, che nell’85% dei casi stanno sotto la soglia media prevista dal sistema di misurazione puntuale.

Analogo discorso vale per negozi di abbigliamento, librerie, ferramenta, che si attestano sull’83%  di riscontri positivi e ancora per autorimesse, magazzini e artigiani. Gli ospedali risultano virtuosi nel 70% dei casi.

La percentuale scende invece sotto il 50% per le attività industriali, i distributori e i bar fino ad arrivare al fanalino di coda: ristoranti, trattorie e pizzerie e alberghi, in cui solo il 29% degli esercizi riesce ad ottenere il massimo sconto possibile rispetto a prima sulla bolletta dei rifiuti.

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