18 Settembre 2015

Tar, Iren paghi 2,1 milioni. Non si apre un buco di bilancio

Tar, Iren paghi 2,1 milioni. Non si apre un buco di bilancio

“L’inceneritore non è un’opera pubblica, ma privata: vanno pagati gli oneri di urbanizzazione”. La diffida partita in ritardo di anni, come ritorsione alla richiesta di potenziare l’impianto. Ci sarà una causa?


Iren non riesce a fermare, con una sospensiva, la diffida con cui Comune di Parma ha avviato il procedimento per ottenere il pagamento di 534.120,82 euro a titolo di contributo di costruzione per la realizzazione del termovalorizzatore, e di  1.604.896,17 euro a titolo di monetizzazione dei parcheggi di standard pubblici realizzati dalla ditta e mai concordati con l’Amministrazione Comunale. La diffida è necessaria per procedere alla riscossione coattiva delle somme.

L’Amministrazione, che aveva attivato l’azione dopo aver temporeggiato per anni, temendo una causa e una conseguente richiesta di indennizzo che potrebbe comunque arrivare, è passata alle vie legali in quanto Iren “nonostante sia un soggetto privato (parificabile ad un qualsiasi operatore economico privato) si è sempre rifiutata di procedere con il pagamento del   contributo di costruzione (e degli standard pubblici) dovuto per la realizzazione di un opera di sua esclusiva proprietà, qualificandosi, erroneamente, quale ente istituzionalmente competente”, precisano dal Comune.

In realtà ciò che ha persuaso Folli ad agire nei confronti di Iren è quanto accaduto nel giugno scorso, quando si trovò sul tavolo una richiesta di potenziamento dell’inceneritore. Una mossa che ha determinato un cambio radicale nei rapporti tra la multinazionale e l’amministrazione, interrompendo “il rapporto di fiducia”, come ammesso dallo stesso Folli. “Ci avevano promesso che non avrebbero bruciato più di quanto previsto del piano valutato insieme al momento dell’accensione, da adesso in poi i rapporti non saranno più gli stessi”, dichiarò minaccioso l’assessore.

E pochi giorni dopo arrivò anche la notizia della decisione di non procedere più con la gara per la raccolta rifiuti a braccetto con la stessa Iren, ma di cercare una soluzione alternativa che ancora va però messa a fuoco. Per ora il Tar di Parma si è espresso sulla vicenda relativa agli oneri di urbanizzazione per il PAIP (forno inceneritore) e oltre a non accogliere l’istanza di sospensiva con la quale Iren chiedeva di non versare al Comune di Parma il contributo di costruzione dovuto per legge a seguito della realizzazione dell’inceneritore di Ugozzolo, ha riconosciuto il fatto che le opere complementari (come ad esempio i parcheggi) non costituiscono standard dovuti ai sensi del regolamento edilizio, e quindi, da parte di Iren, deve essere corrisposto al Comune di Parma l’intero contributo di costruzione, nonché la monetizzazione dei parcheggi pubblici non ceduti, per l’importo di 2,1 milioni di Euro. Ora il Comune di Parma potrà riscuotere coattivamente le somme dovute, se non ci sarà una nuova impugnazione.

È bene ricordare che quelli oggetto del contenzioso sono oneri di urbanizzazione che il Comune aveva già messo a bilancio considerandoli un’entrata certa di cui poter disporre per la spesa corrente. Nel 2015 gli oneri mesi a bilancio erano di 8 milioni:   5,8 di previsione ordinaria, a cui aggiungere il provvedimento di accertamento di contributi di costruzione e sanzioni per euro 2,2 milioni già emesso per un’opera privata di interesse pubblico realizzata da Iren negli anni passati (inceneritore).

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