19 Aprile 2016

Tar: “Inceneritore non serve per recuperare energia”

Tar: “Inceneritore non serve per recuperare energia”

Il Tribunale: “Non è un’opera pubblica o di interesse generale, quindi esente dal contributo di costruzione”. E si scopre che anche la multiutility contesta la legittimità di Parma Gestione Entrate a riscuotere: “Allora non era iscritta all’Albo”


“L’impianto in questione è stato dalla società ricorrente (Iren ndr) realizzato per il successivo svolgimento della propria attività imprenditoriale consistente nella raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e non viene altrimenti comprovato che l’esercizio dello stesso sia funzionale a conseguire risparmi energetici o a favorire un uso più razionale dell’energia”. Quindi deve versare anche lei gli oneri di urbanizzazione dovuti e non è esentata per essersi impegnata a realizzare una serie di altre opere di “mitigazione” rispetto all’impianto, opere neppure completate. Iren si era opposta all’ingiunzione di pagamento, ma il tribunale ha respinto il ricorso.

Iren quindi perde e deve pagare circa 2 milioni di euro (già messi a bilancio dal Comune, in ogni caso) e questo è il risultato di una delle poche volte che l’attuale l’amministrazione ha deciso di attivare un contenzioso legale con la multiutility. Lo ha fatto lo scorso anno, nel 2015, dopo un lungo periodo di immobilismo chiedendo a Iren complessivamente 2,216 milioni. La società ha fatto ricorso, ma adesso è arrivata la sentenza, con le annesse motivazioni riportate, che lo respinge, anche perché non si tratta di un impianto del Comune, ma la proprietà dell’impianto è di Iren “che ne cura la gestione in forma imprenditoriale al fine di trarne profitto”.

In altre parole Il Comune ha sostenuto che sia stato realizzato solo l’inceneritore, (la definizione di termovalorizzatore, alla luce della sentenza diventa più complessa e da approfondire) e non tutta una serie di opere ad esso connesso, che sono riassunte con il termine Paip (acronomo di Polo Ambientale Integrato per la gestione dei rifiuti di Parma). Per questi motivi il Comune ha incaricato Parma Gestione Entrate di avviare una procedura di riscossione. E quest’ultimo punto potrebbe creare ulteriori problemi al Comune.

Iren sostiene che Parma Gestione Entrate non possa riscuotere, in quanto non legittimatà perché non iscritta (al momento dell’ingiunzione di pagamento) all’Albo dei gestori dell’accertamento e della riscossione dei tributi locali, tesi questa da tempo sostenuta anche dal Movimento Nuovi Consumatori e nei confronti della quale l’assessore Ferretti ha sempre ribattuto che questo non fosse necessario, salvo poi provvedere, forse tardivamente, all’iscrizione stessa. Ecco su questo punto il tribunale amministrativo ha solo rilevato il difetto di giurisdizione, ricordando che la competenza sia del tribunale di Parma e c’è da aspettarsi una nuovo capitolo legale sul punto.

Ci sono due elementi particolarmente significativi, la questione della legittimità di Parma Gestione Entrate è una, per la quale Ferretti ci ha messo più che la faccia, ma la sua intera credibilità politica una volta emerso il problema. La seconda questione è collaterale alla sentenza, ma altrettanto rilevante e riguarda la correttezza e la congruità delle opere realizzate per ottenere la valutazione di impatto ambientale necessaria per costruire non un inceneritore, ma il Paip (Inceneritore e insieme di opere connesse).

Su questo punto in molti sostenevano che proprio la mancata corrispondenza tra quando dichiarato e quanto fatto da Iren in termini di opere accessorie e di urbanizzazione potevano essere il cavallo di troia per bloccare l’impianto, per questo il Comune ha sempre tentennato a procedere per ottenere un pronunciamento legale, ma la sentenza adesso è arrivata e certamente riaprirà il dibattito se il Comune ha fatto tutto quello che poteva per non far accendere l’inceneritore oppure no. Iren., da parte sua,  ha sempre sostenuto la legittimità di tutte le sue azioni.

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