2 maggio 2017

Successo del documentario sulla fibrosi cistica, adesso le scuole

Successo del documentario sulla fibrosi cistica, adesso le scuole

Al cinema Astra è andato in scena un cinedocumentario che, attraverso testimonianze dirette, racconta le sofferenze portate dalla malattica genetica. Per il vicesindaco Paci l’obiettivo è iniziare un percorso di sensibilizzazione nelle scuole


Tantissimi sono stati gli spettatori che hanno gremito la sala in occasione della proiezione del film “Aspettando la cura. La vita con la fibrosi cistica” andata in scena giovedì 27 Aprile, erano al completo la galleria oltre alla platea con diverse persone in piedi lungo i corridoi di perimetro, molte le Istituzioni presenti con i loro rappresentanti, per testimoniare vicinanza e sostegno ad un progetto che mira certo alla divulgazione di informazioni e conoscenza nei confronti di una delle malattie genetiche rare più diffuse, ma soprattutto ha l’ambizioso obiettivo di contribuire alla formazione di una cittadinanza attiva all’interno di una società giusta.  Spettatori che al termile della proiezioni si sono ritrovati inaspettatamente emozionati e commossi che hanno saputo cogliere il forte messaggio di speranza, di coraggio e determinazione lanciato da coloro che il film l’hanno pensato e realizzato, a partire dalla produzione, l’associazione Lega Italiana Fibrosi Cistica Emilia e dal regista Stefano Vaja. Cofinanziatore del film Fondazione Cariparma.

Perché questo il film ha voluto raccontare, attraverso la narrazione dei suoi protagonisti, tutti pazienti affetti da fibrosi cistica, attori che hanno messo in scena la propria vita, la storia di una società equa che si fa solidale stringendosi attorno a chi è in difficoltà. E da questa condivisione ognuno ne trae giovamento, gli uni imparano dagli altri ad ergere la vita come bene essenziale, bellezza assoluta, “ogni giorno vissuto è un giorno di valore … in questa vita che comunque, per tutti, è a scadenza” come cita nel film uno dei protagonisti.

Una vera ovazione per loro da parte del pubblico presente in sala, alla fine della proiezione del film. Chiamati a presentarsi dalla presidente LIFC Emilia, Brunella Bonazzi, hanno dimostrato a tutti il loro coraggio, la determinazione, la speranza nella cura, la forza con cui ogni giorno salutano con gioia la vita. Esempio per ognuno di noi, per chi è malato ma ancor più per chi non lo é. Grazie ad Estela, Alice A, Alice T., Antonella, Michele, Giulio, Andrea R., Martina, e al piccolo Alessandro.

Prima della proiezione hanno salutato il pubblico, la vice-sindaco del comune di Parma, Nicoletta Paci, che ha ribadito come l’attuale Amministrazione Comunale sia intenzionata a sostenere l’iniziativa con iniziative quali l’organizzazione di un percorso all’interno degli Istituti Scolastici, o fornendo spazi per la divulgazione del messaggio, come per il cinema Astra nella serata. Ma commosso è stato anche l’intervento dei direttori delle due Aziende Sanitarie di Parma, il dr. Massimo Fabi dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e la d.ssa Elena Saccenti dell’Azienda Unità Sanitaria Locale, che hanno sottolineato l’importanza delle Associazioni di volontariato come stimolo quotidiano a svolgere sempre meglio il loro lavoro. Mentre Stefano Cresci, presidente regionale di AIDO, associazione che ha dato patrocinio al film, ha richiamato l’attenzione sull’importanza della donazione tesa a concorrere alla costruzione di una società giusta in quanto riesce a garantire stessi diritti di vita a tutti.

Non poteva mancare la premessa della d.ssa Giovanni Pisi che dirige il Centro Regionale FC dell’Emilia, con sede presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Ha cercato di spiegare con parole semplici ai tanti presenti le peculiarità della malattia, del fatto che abbia origine a livello genetico attraverso la trasmissione da parte di due genitori portatori sani, di un gene difettoso che si trasforma in malattia conclamata, 1 caso ogni 4. Per questo è importante fare informazione al fine di fare prevenzione raggiungendo la consapevolezza nel caso in cui si sia portatori sani.

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