6 Settembre 2018

Stop ai diesel euro4: il M5s chiede una revisione del piano di circolazione

Stop ai diesel euro4: il M5s chiede una revisione del piano di circolazione

La lotta all’inquinamento non deve penalizzare i cittadini


Stop ai veicoli diesel euro 4 a partire dal 1° ottobre. E’ quanto stabilito dall’amministrazione di Parma che ha deliberato l’attuazione del Piano Aria Integrato della regione. Ben 29.909 veicoli, pari al 10% delle autovetture di residenti in città e classificate come euro 4, non potranno più circolare per i successivi sei mesi durante i giorni feriali. Il divieto sarà in vigore da lunedì a venerdì e durante le domeniche ecologiche, dalle 8.30 alle 18.30, e dovrebbe riguardare l’area compresa all’interno delle tangenziali.

Contro tale provvedimento si schiera il M5s, che richiama la questione dell’inceneritore, pronto a smaltire tonnellate di rifiuti provenienti dall’area metropolitana di Genova.

“La logica di aprire le porte all’immondizia di tutta Italia per poi far chiudere le macchine in garage dopo che per mesi si è inquinato a più non posso, è assurda. Queste scelte potrebbero far fare affari d’oro alle case produttrici di auto, come li hanno fatti fare ad IREN a bruciare rifiuti provenienti da ogni dove, ma quanto a ridurre l’inquinamento lasciano il tempo che trovano” – spiega il Movimento.

“A Parma tale decisione interesserà alcune decine di migliaia di persone che si ritrovano un euro 4 in casa, che gli serve per lavorare, portare i figli a scuola, fare la spesa, e che non hanno i soldi per cambiarla in una più virtuosa euro 5. Cosa potranno fare? Se non arriva l’amministrazione di Parma ad aiutarli come ha fatto con Genova, devono forse dar fondo alle proprie risorse disponibili o chiedere un prestito in banca con tanto di interessi?

Occorre quindi ripensare il blocco della circolazione in modo che questo pur aiutando la riduzione dell’inquinamento, non pregiudichi la circolazione e le finanze dei cittadini appartenenti alle fasce di reddito più basse”.

Secondo il M5s di Parma, quindi, ha maggior senso una soluzione come quella prospettata dai Consiglieri regionali del Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna, che hanno proposto di riorganizzare il blocco della circolazione per i diesel euro 4 e aumentare gli ecoincentivi per le rottamazioni.

“Si tratta di iniziative che vanno soprattutto incontro alle esigenze dei cittadini appartenenti alle fasce di reddito più basse che posseggono molte auto diesel euro 4 o comunque con una tecnologia non più all’avanguardia, ma ancora in buono stato e hanno difficoltà a cambiarle se non sono fortemente incentivati”.

“La soluzione, più che nella limitazione delle libertà di circolazione, potrebbe risiedere in un piano di lungo periodo inerente l’industria e la mobilità regionali, puntando da un lato sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dalla green economy, dall’altro sull’ampliamento dei servizi di mobilità pubblica e gli spostamenti ad impatto zero. Proposte che già potrebbero essere ben più utili di un miope blocco del traffico, vantaggioso probabilmente solo a far aumentare i proventi dell’erario comunale e a danneggiare migliaia di cittadini.

Come Parma 5 Stelle la nostra posizione suggerisce quindi una revisione del piano di circolazione in tale senso. Riteniamo infatti che questo modello di incentivi potrebbe essere attuato, in tutto o in parte, anche in Emilia Romagna. Nel caso di Parma – unica finora fra tutte le città italiane ad applicare tali disposizioni sul blocco del traffico così in anticipo – si eviterebbe di colpire alcune decine di migliaia di persone che, diversamente, a partire dal 1 ottobre non potranno più circolare in tutta la città.

Come Parma 5 Stelle la nostra posizione suggerisce quindi una revisione del piano di circolazione. Se una revisione del sistema di incentivi non potesse essere attuata, la nostra proposta è che l’amministrazione di Parma riduca notevolmente le aree e gli orari del blocco del traffico, in modo tale da rendere il divieto meno penalizzante per i residenti proprietari di un veicolo Euro 4, che hanno necessità di spostarsi”.

 

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