10 giugno 2017

Snap: in via Venezia “la palestra di chi vuole far palestra”

Snap: in via Venezia “la palestra di chi vuole far palestra”
Snap: in via Venezia “la palestra di chi vuole far palestra”
Snap: in via Venezia “la palestra di chi vuole far palestra”
Snap: in via Venezia “la palestra di chi vuole far palestra”
Snap: in via Venezia “la palestra di chi vuole far palestra”

GALLERY. STORIE DI COMMERCIO.  Dal Brazilian Jiu Jitsu alle MMA, dalla Kickboxing K1 al Pugilato. Grinta e determinazione fra grandi e bambini.


Niente tapis roulant o cyclette, ma tanta grinta e voglia di fare. La Snap non è una palestra come tante, ma – come dice il presidente Marco Baratti – “la palestra di chi vuole far palestra”. In via Venezia, un’Associazione Sportiva Dilettantistica specializzata nel Combat e non solo. Brazilian Jiu Jitsu, Kickboxing K1, MMA, Pugilato, ma anche TRX, Kettlebell e Cross Training. Circa 40 le gare disputate nel corso dell’ultimo anno, tra cui i Campionati del Mondo, organizzati da Fight Net, chiusi con un terzo posto nel Jiu Jiutsu senza kimono e i Campionati Italiani giovanili, organizzati dalla stessa Snap, con il patrocinio del Comune di Parma.

Non una palestra come le altre, quando nasce la Snap e cosa la distingue?
La Snap nasce nel 2007 come Associazione Sportiva Dilettantistica. E’ nel 2013, però, che trova una propria “casa”, qui in via Venezia. Inizialmente si adoperava nello sport all’interno di altre strutture. Quello che la differenzia dalle tradizionali palestre è l’aspetto associazionistico, il fatto che tutti i membri siano parte di un team che decide in collaborazione nell’interesse dell’intero gruppo.

Cosa significa il nome Snap?
A differenza di quello che si può pensare, Snap non è un acronimo, ma un termine di origine inglese. Significa “schiocco”. Evoca lo scatto fisico dell’atleta, ma anche la reattività, la grinta. Concetti molto importanti soprattutto se si parla di giovani. E’ fondamentale che lo sport dia una spinta, un input ai ragazzi, soprattutto a coloro che attraversano un periodo non del tutto semplice, come quello adolescenziale. Dalla volontà di rendere reattivi i giovani, è da qui che viene il nome Snap.

Quali sono le attività a cui può dedicarsi chi arriva alla Snap?
La nostra idea è quella di proporre delle attività alternative, che diano più motivazione all’allenamento. Ma sempre volte al raggiungimento di obiettivi tradizionali, come il dimagrimento, la tonificazione o la capacità di partecipare ad una gara. La Snap offre allenamento funzionale, quindi possibilità di utilizzare non il solito tapis roulant ma attrezzi particolari, come TRX e Kettlebell; nonché svariati corsi Combat. Dal Brazilian Jiu Jitsu alle MMA, dal Kali alla Kickboxing K1. Novità di quest’anno sono il sollevamento pesi olimpico e il pugilato. Vogliamo dare agli atleti la possibilità di approcciarsi ad una disciplina olimpica come il sollevamento pesi e vorremmo riportare a Parma la lotta libera olimpica. Puntiamo molto sul pugilato e grazie al riconoscimento del Coni siamo il terzo polo di pugilato in tutta la città. La caratteristica primaria della Snap è che tutte le discipline sono connesse fra loro, quindi il 50enne non in grado di poter fare MMA potrà dedicarsi al Brazilian Jiu Jitsu, che è la base delle MMA. Così come l’allenamento offerto sarà funzionale alla lotta. Tra i corsi che offriamo, poi, anche quelli dedicati alle sole donne, come il Brazilian Jiu Jitsu tutto al femminile.

Rimanendo sulle donne, dati i problemi legati alla sicurezza di cui si sente sempre più frequentemente parlare, c’è un’elevata domanda di corsi di autodifesa?
No. La Snap offre dei corsi di autodifesa, ci sono delle donne che partecipano, ma di certo non si tratta di un numero particolarmente alto. Credo che il problema non sia legato ad una mancata percezione del rischio, ma più al fatto che i corsi di autodifesa siano considerati poco utili. Purtroppo in giro ci sono molti corsi che insegnano poco, e se la donna deve frequentare per poi non sapere cosa fare davanti ad un uomo pronto ad aggredirla…

Cosa diresti a chi sostiene che sia meglio evitare di dedicarsi alle MMA perché violente e pericolose? 
Le MMA non sono di certo semplici come il salto con la corda, ma hanno una propria dignità sportiva. Non si tratta di uno sport pericoloso, se fatto con didattica, seguendo determinati criteri. Noi organizziamo allenamenti separati per face di livello, e anche le gare sono differenziate in varie classi. Si avanza di livello in concomitanza con l’applicazione, da parte dell’istruttore, di una certa didattica. E’ di certo uno sport duro, ma anche ben regolamentato. Se si rispettano le regole non si corrono pericoli. La caratteristica primaria della Snap è proprio che tutte le discipline sono connesse fra loro, quindi il 50enne non in grado di poter fare MMA, potrà dedicarsi al Brazilian Jiu Jitsu, come l’allenamento sarà funzionale alla stessa lotta.

Ci sono corsi di combattimento anche per bambini…
Teniamo molto al settore giovanile. I corsi Snap partono dai 4 anni e, come gli adulti, anche i più piccoli possono scegliere tra varie discipline: Brazilian Jiu Jitsu e Kickboxing K1. Entrambi accomunati dal Metodo Antibullo. Quello a cui puntiamo è dare ai bambini maggiore sicurezza in se stessi, al fine di porli in condizione di affrontare un eventuale bullo senza usare la forza. Il motto del nostro settore giovanile, infatti, è “Lotto sempre, non litigo mai”, inteso come lotta che va al di là di quella fisica. E’ in questo modo che cerchiamo di formare i campioni di domani.

Qual è la soddisfazione più grande avuta in questi anni di attività alla Snap?
Vedere i propri atleti disputare delle gare è bello, ma la soddisfazione più grande è senz’altro avere a che fare con giovani e meno giovani pieni di aspettative, e vederli uscire e tornare soddisfatti. Soddisfare loro è la prima soddisfazione per me.

Cosa non deve mancare a chi lavora alla Snap e a chi viene ad allenarsi? 
L’essere Snap. La reattività, l’allegria, la grinta, lo spirito per darsi da fare. La Snap è la palestra di chi vuole far palestra. Con costanza e determinazione, sia d’inverno che d’estate, perché – come recita un nostro motto – “la passione non va in vacanza”.

 

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