28 Settembre 2015

Servizio integrazione disabili, da oggi si cambia

Servizio integrazione disabili, da oggi si cambia

Si apre una vera e propria fase di sperimentazione. Più controllo per risparmiare risorse e intervenire sulla gestione del servizio. Creata una banca ore per contenere gli “sprechi”. I genitori: “Speriamo che l’integrazione non diventi assistenza “


Il servizio di integrazione disabili entra in una nuova era. Accantonate le polemiche relative ai contratti e alle modalità con cui è stata affidata la gara e al ricorso al Tar, si passa a discutere del merito di quelle innovazioni che hanno permesso ad Àncora Servizi  e  Aldia di essere premiati per il progetto presentato.

La novità più importante riguarda la creazione di una banca ore che potrà essere gestita con maggiore elasticità dalle singole scuole. Quando si verificherà un’assenza da parte di un disabile, il servizio viene sospeso e si cumulano ore a credito da spendere per altre attività o che a fine anno saranno risparmiate.

Un’altra novità, ma questa più criticata dai genitori, riguarda la possibilità di svolgere attività con più disabili insieme, creando delle équipe, alla presenza di un solo educatore. È questa una scelta che desta molte preoccupazioni. “I disabili tendono ad imitare quello che vedono, non sempre si tratta di esperienze positive – afferma Antonella Venturini, una mamma preoccupata – il rischio è che si passi dall’integrazione all’assistenza. Sono due concetti molto differenti tra di loro”. Il timore è che un educatore con quattro disabili non possa garantire un servizio che permetta il regolare svolgimento di una lezione e che quindi debba lasciare l’aula.

Un ultimo tema delicato è quello del non garantire sempre i buoni mensa agli educatori, perché mangino con i disabili. “Valuteremo di vota in volta se sarà necessario per il progetto educativo –  afferma Luca Mogianesi, Direttore Generale di Àncora, lasciando intendere una stretta non piccola – non sarà più necessariamente automatico”.  Inoltre tutti gli educatori saranno muniti di un iphone che servirà per verificare l’ora di accesso e di uscita dal servizio, una sorta di badge mobile.

Tutte soluzioni per intensificare i controlli e razionalizzare gli sprechi, con l’obbiettivo di ridurre i costi. E qui si entra in un campo in parte discrezionale, e solo il tempo dirà se questa ricerca del risparmio andrà a scapito del servizio oppure no, certo che un risultato lo si è già ottenuto: mai tanti occhi sono stati rivolti all’integrazione dei disabili.

Per l’assessore Rossi si tratta di un momento importante, di rottura con il passato, una scelta voluta, in cui si rinnova il servizio e si cercherà di capire le reali esigenze delle scuole, razionalizzando i costi e rendendo più chiaro ciò che avviene negli istituti. Per i genitori invece c’è il rischio che il Comune deleghi tutta la progettazione educativa alle metodologie introdotte dalle cooperative subentranti, diventando in realtà “dipendente” da loro e perdendo la dovuta centralità decisionale.

La continuità degli educatori per ora sembra una prima buona notizia. “Il servizio – ha precisato l’assessore Laura Rossi – è partito con l’organico al completo in sostanziale continuità con il precedente, dal momento che sono passati alle nuove coop 99 educatori su 106, pari a poco meno del 94 % (di cui 89 a tempo indeterminato, 9 a tempo determinato e 1 a partita IVA).Sono state fatte, quindi, le assegnazioni degli educatori stessi sulla base delle necessità dei bambini, alla luce delle richieste avanzate dalle singole scuole. 

È poi all’orizzonte un ampliamento del servizio attuale: “Il numero di ore degli insegnanti di sostegno statali assegnati risulta inferiore rispetto ai bisogni. Il Comune – ha continuato la Rossi – valuterà scuola per scuola come assegnare ulteriori pacchetti di ore di educatori in mancanza degli insegnati di sostegno statali”. Sono stati programmati incontri tecnici con i dirigenti scolastici “per costruire un quadro delle necessità e dei bisogni che verranno affrontati secondo le nuove modalità di intervento”.

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