30 Agosto 2018

Servizi Educativi, in Regione Parma prima in sperimentazione

Servizi Educativi, in Regione Parma prima in sperimentazione

Nella fascia prescolare la città di Parma si posiziona ai vertici, grazie alle collaborazioni con Università di Parma e Bicocca di Milano. I dati emersi dall’indagine sul Welfare condotta dalla CGIL Emilia Romagna. Iscrizioni: siamo a quota 1213


Si è tenuta oggi, 30 agosto, presso la Camera del Lavoro Territoriale della CGIL Parma la conferenza stampa di presentazione dei dati statistici dei servizi educativi della prima infanzia, redatti dal servizio Welfare della CGIL Emilia Romagna.

Il sistema educativo che copre la prima fascia d’età, quella che va dai 0 ai 3 anni è regolarmente monitorato dal Dipartimento Welfare della CGIL regionale. Fotografare lo stato dell’arte di un servizio in profondo mutamento, anche in relazione alle tendenze demografiche, aiuta a capire cosa sta succedendo nelle famiglie e come sta evolvendo il rapporto tra Welfare e aspettative ed esigenze delle persone. Analizzare questi dati, in una Regione che è comunque all’avanguardia nel settore educativo della prima infanzia, significa quindi comprendere le criticità e individuare le tendenze di sviluppo e orientamento, con cui ci si dovrà confrontare per erogare servizi migliori e adatti e, nell’ambito lavorativo, quali saranno le sfide che le educatrici dovranno affrontare.

I dati raccolti da Anna Valcavi del Dipartimento Welfare della CGIL Emilia Romagna delineano un quadro demografico allarmante, dal momento che in tutta la Regione il calo dei bambini di fascia di età 0-2 anni è stato notevole e nell’arco di pochi anni si è passati da 124.711 del 2011 ai 107.737 del 2016. Parma non fa eccezione, anche se il calo è inferiore. In città nel 2011 vi erano 5.302 bambini di quella fascia d’età, nel 2016 si erano ridotti a 4.985, mentre in provincia il calo ha raggiunto il 10%, passando da 12.465 a 11.296. A questi dati si deve aggiungere anche la progressiva crescita percentuale dei bambini figli di immigrati stranieri, che in un decennio sono passati dal 18% al 29% del 2016.

«I dati dimostrano inequivocabilmente l’invecchiamento della popolazione – spiega la Valcavi – e a Parma l’indice di copertura nidi è leggermente più alto rispetto al valore regionale, in città siamo al 43,9%, contro il 37,05», le potenzialità di crescita ci sono, anche perché incrementare i servizi è forse quella risposta che le famiglie attendono. Come ha spiegato Massimo Bussandri, segretario generale della CGIL di Parma alla platea della conferenza stampa «Il sistema educativo è la pietra miliare del welfare locale e vanno considerati almeno tre aspetti cruciali per tutta la società. Il primo è che si tratta di un fattore di integrazione e inclusione, azione determinante in una società multietnica, azione che deve essere intrapresa fin dal primo inserimento scolastico. In secondo luogo i nidi prima e la scuola di infanzia poi, preparano i bambini in modo uniforme alla prosecuzione del percorso scolastico, limando disparità che possono essere divisive. Infine non va sottovalutato il fattore strategico di conciliazione lavoro e famiglia e soprattutto di emancipazione lavorativa della donna».

«La peculiarità di Parma – ha poi specificato la Valcavi – è la percentuale molto alta di scuole pubbliche a gestione privata, rispetto al resto dell’Emilia Romagna. La gestione affidata a cooperativa è comunque una soluzione che permette il controllo pubblico delle attività e dei programmi. Per contro sono molto poche le realtà solo private». Altro dato locale che si discosta è quello della sperimentazione «a Parma – ha rilevato Anna Valcavi – ci sono 290 bambini su un totale di 378 in tutta la Regione, che seguono programmi speciali».

Alla conferenza stampa ha partecipato anche l’Assessore ai Servizi Educativi del Comune di Parma, Ines Seletti, la quale ha confermato lo sforzo che l’ente sta facendo per incrementare la risposta alle richieste delle famiglie. «La sperimentazione è invece un’azione che abbiamo deciso di intraprendere su una prospettiva di cinque anni. Abbiamo attivato protocolli sperimentali insieme all’Università di Parma e all’Università Bicocca di Milano. I progetti hanno coinvolto le educatrici, che con molta partecipazione hanno deciso di mettersi in gioco e rivedere la propria esperienza metodologica, per applicare quella sperimentale. I primi risultati iniziano a vedersi e sono raccolte in pubblicazioni scientifiche, ma le conclusioni le trarremo alla fine del ciclo. All’interno del progetto di sperimentazione rientrano anche classi che utilizzano la lingua inglese come lingua prinicipale».

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *