30 novembre 2018

Scuola in Ospedale, Avis Montebello dona ore di insegnamento

Scuola in Ospedale, Avis Montebello dona ore di insegnamento

Un contributo che offre agli studenti delle superiori ricoverati per lungo tempo nei reparti del Maggiore lezioni individuali per continuare l’anno scolastico anche da un letto di ospedale


Più ore di insegnamento di scuola superiore per i giovani pazienti ricoverati nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale dei bambini. A loro, infatti, ha pensato Avis Montebello-Cittadella quando ha scelto il progetto a cui destinare la somma di cinquecento euro, frutto di un impegno preso con la famiglia di uno storico donatore Avis recentemente scomparso. “Ci è sembrato di onorare al meglio la richiesta della famiglia di sostenere un progetto ad alto valore sociale e morale – spiega la presidente di Avis Montebello-Cittadella Anna Dalcò – e questo rappresenta una nobile realizzazione di quei principi”.

Si tratta del progetto “Concordia Magistra Vitae” che offre agli studenti delle superiori ricoverati per lungo tempo nei reparti del Maggiore, prevalentemente in Oncoematologia pediatrica, lezioni individuali per continuare l’anno scolastico anche da un letto di ospedale. Fa parte dell’offerta formativa della Scuola in Ospedale, costola dell’Istituto comprensivo Ferrari di Parma e ne amplia le potenzialità in quanto le 150 ore finanziate dal Ministero dell’Istruzione non sono sufficienti a coprire la richiesta di continuità scolastica che oggi può contare su 18 insegnanti che coprono altrettante materie. “Abbiamo quasi esaurito le ore a disposizione”, precisa Marzia Fusi, docente di educazione musicale e referente del progetto insieme a Teresa Bacchi, che ringrazia Avis Montebello-Cittadella per l’attenzione dimostrata e il prof. Guido Poli per aver fatto da tramite con l’associazione “per sostenere questa preziosa iniziativa e per aver sempre messo a disposizione la sua competenza professionale a titolo assolutamente gratuito”. Dell’importanza della continuità scolastica ha parlato la dott.ssa Patrizia Bertolini, direttore dell’Oncoematologia “Il contatto con la scuola e lo studio aiuta i nostri pazienti a mantenere una normalità che la malattia mette a dura prova. Inoltre abbiamo riscontrato un ottimo gradimento verso lezioni che sono calibrate sulle esigenze dell’allievo”.

 

 

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