14 Gennaio 2016

Scuola e allerta neve. Se squilla il telefono, è Pizzarotti

Scuola e allerta neve. Se squilla il telefono, è Pizzarotti

In caso di situazione di emergenza, dirigenti e famiglie avvisati con un messaggio pre registrato del sindaco


Con l’allerta neve comunicata dalla Protezione Civile e con le prime nevicate che imbiancano la provincia nelle zone più alte, si torna alla realtà e si fanno i conti con un inverno che non voleva proprio saperne di arrivare.

Così, si pensa anche alla scuola, ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie. In caso di situazione di emergenza dovuta ad abbonanti nevicate e, conseguentemente, in caso di problemi per il regolare funzionamento delle attività scolastiche, dirigenti, operatori scolastici e famiglie che accettano di essere collegate all’Alert System, potranno essere avvisati con un messaggio del sindaco. «Via telefono, con un messaggio pre registrato da me (fino a tre tentativi di chiamata se il genitore non risponde) possiamo comunicare alle famiglie di nidi e materne aggiornamenti sullo stato d’allerta anche nel corso della notte. Progressivamente allargheremo il bacino di contatti» ha spiegato Pizzarotti. Per il momento nel data base del Comune sono contenuti tutti i numeri dei dirigenti scolastici e degli operatori coinvolti e soprattutto i 5000 numeri delle famiglie con bambini inseriti nei nidi e nelle materne. Le altre scuole hanno già fornito 270 indirizzi di rappresentanti di classe, genitori e operatori.

Nel caso in cui siano in corso o siano previste copiose nevicate, sarà automaticamente convocato, alle 18, il tavolo di valutazione, presieduto dal sindaco e composto dal responsabile della protezione civile comunale, dal dirigente tecnico di Parma Infrastrutture e dal dirigente dei servizi educativi del Comune. Il tavolo di valutazione potrà essere convocato anche nelle ore successive alle 18 in caso di evoluzione dei fenomeni atmosferici: se sarà necessario, il messaggio che annuncia la chiusura delle scuole potrà essere inoltrato anche nelle prime ore del mattino successivo, per consentire alle famiglie di organizzarsi.

«Questo è l’inizio di una procedura sperimentale – ha concluso il sindaco –. In linea di principio, le scuole sono da tenersi aperte. Faremo le riunioni alle 18 per poter comunicare le decisioni in tempo utile alla stampa, anche se sappiamo che farlo più avanti darebbe minor rischio di errore. Se si decide che le scuole restino chiuse, questo vale per gli studenti e le loro famiglie, non per il corpo docente e per altre figure che operano nella scuola».