28 Giugno 2017

Scontro nel Pd sulla mancata alleanza con Pizzarotti

Scontro nel Pd sulla mancata alleanza con Pizzarotti

Bonaccini: “Poteva nascere un laboratorio nazionale”. Serpagli: “Per come ha amministrato non c’erano le condizioni di un’alleanza”


Dopo la sconfitta vengono a galla tutte quelle cose che erano rimaste sul fondo del partito. Acqua calma in superficie, grandi complimenti per l’avventura delle primarie prima, ma poi si scopre che sul fondo c’era invece molta agitazione e la testa del partito voleva salire sul carro di Pizzarotti, trasformando Parma “in un laboratorio nazionale”, come ha dichiarato il Presidente della Regione Stefano Bonaccini. Laboratorio di che cosa?  “Di chi aveva sbattuto la porta in faccia a Grillo con motivi molto evidenti e che però non era andato a destra”. Insomma una parte del Pd avrebbe dovuto far prevalere una logica nazionale ad una scelta locale.

Queste considerazioni sono il risultato del tentativo di fare un’analisi del risultato elettorale , ma soprattutto di giustificarsi, da parte dei vertici del partito democratico per la sconfitta alle elezioni.  Lapidario il commento di Gianpaolo Serpagli, segretario provinciale .”Dopo aver constatato per quattro anni, attraverso il gruppo consiliare Pd, l’operato del sindaco credo non ci fossero le condizioni per un laboratorio nazionale con Pizzarotti”.

E infatti il sindaco eletto non ha fatto proprio il pieno di voti al primo turno e ha vinto anche grazie alla debolezza di candidati alternativi. Insomma il Pd non ha perso contro un cavallo di razza, ma un ragazzo che in pochi anni ha fatto molta strada, imparando l’arte di fare politica, ma ancora un pò in affanno quando si è trovato ad amministrare una città. Ora, la seconda possibilità offertagli dai cittadini gli permetterà di dimostrare di aver imparato anche a fare questo.

E poi il Pd nazionale ragiona senza considerare quello che avrebbe fatto Pizzarotti. ““Se quest’idea fosse stata prospettata con tempi e modi ragionevoli, magari avremmo potuto farci capire dai cittadini. A mio modo di vedere, però, le differenze di programma e di fatto con Pizzarotti sono state sostanziali. E aggiungo che da parte del primo cittadino non vi è stata alcuna apertura: ha ribaltato molte colpe sul Governo e si è schierato per il no al referendum costituzionale”, continua Serpagli.

“Abbiamo perso, E  il presidente Bonaccini non sarà certamente l’ultimo a dire come si sarebbe potuto agire. Visto il suo ruolo sarebbe potuto intervenire, se lo riteneva opportuno. Non siamo il Movimento 5 Stelle, siamo più ‘complicati’ per fortuna e abbiamo bisogno di tempo per elaborare dei percorsi. In questa caso, possiamo dire che quello del Pd cittadino non ha funzionato: siamo usciti sconfitti. Ho stigmatizzato più volte le dichiarazioni del sindaco Merola ma credo che i i suoi interventi abbiano avuto un impatto pari a zero sul voto. La tattica di Scarpa è stata tenere prima il Pd lontano e ora dare tutta la colpa della sconfitta al Partito democratico. Posso capire l’amarezza legata alla sconfitta, ma non mi pare una posizione corretta”, prosegue Serpagli.

In ogni caso adesso prevale la voglia di andare avanti per ricostruire un partito che non vince le elezioni dalle comunali del 1994 e che ha raggiunto in città il minimo storico  . Come commenta Bonaccini: “Però adesso non si può tener la testa rivolta all’indietro”. E Serpagli conclue: “Più che discutere di questi temi, servirebbe analizzare la società di Parma e capire perché i cittadini da 25 anni non ci votano più alle elezioni per il Comune”.

 

Bonaccini: “Non guardare indietro, è ora di lavorare con lucidità”

“Accusato di avere un buon rapporto con Pizzarotti, ma è a questo che sono chiamate le istituzioni”

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