4 Ottobre 2018

Scandalo Sanità: arrestato l’ematologo Franco Aversa

Scandalo Sanità: arrestato l’ematologo Franco Aversa

Il Procuratore d’Avino: “Ricatti per sponsorizzazione di farmaci e concorsi truccati. Come Tangentopoli”


Durante la conferenza stampa di stamattina il Procuratore d’Avino, insieme al Colonnello Altavilla e al Maggiore Di Sario, ha fatto più chiarezza in merito allo scandalo generato dall’indagine ‘Conquibus’, che vede coinvolti 36 fra medici, docenti universitari di medicina e ditte farmaceutiche.

L’indagine ‘Conquibus’ è nata da una denuncia sporta da un medico dell’Ospedale nel 2016, in merito alla spinta tendenziosa di alcuni farmaci ad opera di altri colleghi. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno portato alla luce un’attività criminosa che parte dal 2015, e che ha finora portato all’arresto del luminare d’ematologia Franco Aversa. Oltre al medico, si trova ai domiciliari anche una imprenditrice perugina, Paola Gagliardini titolare della Centro servizi congressuali. Applicate misure cautelari interdittive a carico di altri novi indagati tra i medici universitari a Parma, fra cui Nicola Giuliani e Alberto Mutti, e rappresentanti del settore farmaceutico.

Applicate misure cautelari interdittive a carico di altri novi indagati tra medici universitari a Parma, fra cui Nicola Giuliani e Alberto Mutti, e rappresentanti del settore farmaceutico.

Le attività criminose emerse verterebbero principalmente su due fronti: da un lato un sistema di corruzione volto alla sponsorizzazione di determinati farmaci durante fiere e congressi medici, dall’altro una rete di concorsi truccati o addirittura inesistenti.

“Se non ci pagate avrete conseguenze negative…”“Non mi importa la qualità del farmaco, mi interessa solo il Conquibus, cioè che mi paghiate” “Il successo di un farmaco lo decido io, posso farlo passare da zero a mille” sono solo alcune delle frasi emerse nel corso delle intercettazioni fra un medico ed un’azienda provider di farmaci. Un vero e proprio caso di concussione; infatti alle aziende che si fossero rifiutate di pagare sarebbe stata negata la possibilità di inserire il proprio medicinale all’interno dell’apposito prontuario. Tra i farmaci in questione spiccano quelli oncologici che, essendo molto costosi, avevano maggiormente bisogno di essere inseriti nel prontuario regionale per facilitarne la circolazione. Le aziende coinvolte nella truffa, ha spiegato il Procuratore, avrebbero sede all’estero, aggiungendo anche che una simile sistema rete criminale gli ricordava lo scandalo di Tangentopoli.

Per quanto riguarda il sistema dei concorsi truccati, è stata evidenziata l’esistenza di iter fatti ad-hoc per favorire certi candidati, verbali fasulli e addirittura la nomina pilotata dei membri della commissione giudicatrice.

D’Aversa ha poi tenuto a sottolineare che fortunatamente lo scandalo in questione non ha avuto ripercussioni sulla salute pubblica, e che in nessun modo l’Ateneo di Parma sarebbe responsabile: le colpe sono tutte a carico delle singole persone imputate.

«In relazione alla “Operazione Conquibus”, sono profondamente colpito e attonito per quanto messo in luce, pur nella consapevolezza che i fatti dovranno essere accertati nelle sedi competenti. Desidero ribadire profonda fiducia negli inquirenti e assicurare la piena disponibilità mia e dell’Ateneo a collaborare con la Magistratura per l’accertamento dei fatti. Resto comunque fiducioso nella professionalità e integrità di tutti coloro che operano nella Comunità universitaria di Parma, e ribadisco il fortissimo impegno dell’Ateneo verso la cultura della legalità e il rispetto dell’integrità. Questo episodio non fa che aumentare la nostra attenzione verso questi principi, per noi imprescindibili»- queste le parole del Rettore dell’Università di Parma Paolo Andrei in un comunicato stampa.

 

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *