28 Febbraio 2018

Ad una parmigiana, sanzione 6mila euro per assegno non trasferibile

Ad una parmigiana, sanzione 6mila euro per assegno non trasferibile

“Io costretta a pagare una multa di 6.000 euro come tante altre persone”. Nasce il gruppo Fb: “MAXI Sanzione per Assegno privo del NON trasferibile”


“Come tante altre persone sono stata accusata di riciclaggio per aver pagato una spesa di oltre 1.000 euro con un assegno privo del non trasferibile, fatto che è diventato obbligatorio”. Questa è la testimonianza di una donna parmigiana che, insieme a più di altre 500 persone si è riunita nel gruppo Facebook “MAXI Sanzione per Assegno privo del NON trasferibile”, un gruppo nato per dare voce a tanti che, poco informati, si sono trovati a pagare una sanzione molto salata. Il tutto per aver presentato in banca un assegno senza la dicitura non trasferibile come lo erano quelli stampati prima che la clausola  diventata obbligatoria per legge.

E così Alice di Parma, 48 anni, si trova ora a rischiare di dover pagare 6mila euro per aver comprato dal padre l’automobile. Ma c’è anche chi deve pagare la sanzione per aver pagato le spese di un funerale con un assegno non trasferibile.

Il problema è che le sanzioni legate a quella che per alcuni rimane una distrazione sono cambiate, con il decreto legislativo 90 dello scorso anno che è entrato in vigore dal 4 luglio del 2017. I cui effetti si stanno vedendo in queste settimane. Se prima la multa prevista era compresa tra l’1 e il 40% dell’importo pagato con l’assegno, dopo la modifica è stato fissato un prezzo che può variare tra 3mila e 50mila euro. Considerando che il diritto all’oblazione consente di pagare due volte il minimo della sanzione prevista, si è passato in un colpo solo dal 2% del valore dell’assegno a 6mila euro fissi.

Del caso si sono occupati molti quotidiani ed emittenti nazionali, come ad esempio Striscia La Notizia, che ha dedicato un servizio alle persone vittime di questo equivoco e anche Mi Manda Rai Tre, condotto da Salvo Sottile, che sta portano avanti una vera e propria battaglia contro questo tipo di sanzione e per il tipo di pena che deve pagare anche chi può sbagliare anche inconsapevolmente e totalmente in buona fede.

“In Germania, prima di elevare una sanzione, si cerca di capire il tipo di persona che si ha davanti, se sia effettivamente un truffatore – afferma alice. –  Qui no, si puniscono soprattutto persone innocenti. So di una persona che ha dovuto pagare la multa per aver pagato con un assegno la casa di riposo al padre, e di un’altra che si è ritrovata a pagare 6.000 euro di multa per un errore di un centesimo. Cose dell’altro mondo”.

Intanto è nata una pagina Facebook per raccogliere questi casi. Difficile stabilirne la portata, in assenza di dati sul numero di libretti senza clausola in circolazione. Rischia chi ha in casa assegni vecchi di una decina d’anni, antecedenti alla legge del 2007. Nel frattempo l’ABI ha predisposto un decalogo per ricordare cosa c’è da sapere per non incorrere in questa o altre sanzioni simili:

1.  è vietato il trasferimento tra privati, senza avvalersi dei soggetti autorizzati (ad esempio banche), di denaro contante e di titoli al portatore (ad esempio assegni senza indicazione del beneficiario) di importo complessivamente pari o superiore a 3.000 euro;

2.  gli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare – oltre a data e luogo di emissione, importo e firma – l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile”. Fai quindi attenzione se utilizzi un modulo di assegno che hai ritirato in banca da molto tempo e verifica se l’assegno reca la dicitura “non trasferibile”. Se la dicitura non è presente sull’assegno ricordati di apporla per importi pari o superiori a 1.000 euro;

3.  le banche, alla luce delle disposizioni di legge, consegnano automaticamente alla clientela assegni con la dicitura prestampata di non trasferibilità;

4.  chi vuole utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 1.000 euro, può farlo presentando una richiesta scritta alla propria banca;

5.  per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera e cioè senza la dicitura “non trasferibile” è previsto dalla legge il pagamento a carico del richiedente l’assegno di un’imposta di bollo di 1,50 euro che la banca versa allo Stato;

6.  è vietata l’apertura di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia ed è anche vietato il loro utilizzo anche laddove aperti in uno Stato estero; i libretti di deposito, bancari e postali, possono essere emessi solo in forma nominativa e cioè intestati ad una o più determinate persone;

7.  per chi detiene ancora libretti al portatore è prevista una finestra di tempo per l’estinzione, con scadenza il 31 dicembre 2018, resta comunque vietato il loro trasferimento;

8.  in caso di violazioni per la soglia dei contanti e degli assegni (come la mancata indicazione della clausola “Non trasferibile”) la sanzione varia da 3.000 a 50.000 euro;

9.  per il trasferimento dei libretti al portatore la sanzione può variare da 250 a 500 euro. La stessa sanzione si applica nel caso di mancata estinzione dei libretti al portatore esistenti entro il termine del 31 dicembre 2018;

10. per l’utilizzo, in qualunque forma, di conti o libretti anonimi o con intestazione fittizia la sanzione è in percentuale e varia dal 10 al 40% del saldo.

 

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