20 Settembre 2016

Sanità pubblica: presto 500 nuovi assunti in Emilia-Romagna

Sanità pubblica: presto 500 nuovi assunti in Emilia-Romagna

L’accordo è stato siglato dal presidente Stefano Bonaccini, dall’assessore alle politiche per la salute e da Cgil, Cisl e Uil. Le assunzioni e le stabilizzazioni sono previste entro dicembre 2016


Assunzioni a tempo indeterminato e stabilizzazioni entro dicembre 2016. Questo il progetto della Regione Emilia-Romagna nell’ambito della sanità pubblica. Entro la fine dell’anno, infatti, sono previste 500 nuove assunzioni e 402 stabilizzazioni. Oltre alla proroga dei contratti dei 149 professionisti assunti per ridurre le liste d’attesa e un Fondo integrativo aperto extra Lea che copra prestazioni a partire da quelle odontoiatriche rivolte alla fascia d’età 5-25 anni. Fondo che dovrà essere alimentato da risorse regionali, dalla contrattazione nazionale e da risorse aggiuntive derivanti dall’adesione di cittadini non lavoratori. La costituzione del Fondo avverrà entro marzo 2017.

L’Accordo sulle politiche regionali di qualificazione e innovazione del Sistema sanitario è stato presentato dal presidente Stefano Bonaccini dall’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, e dalle segreterie regionali e della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna. I quali hanno garantitoa copertura del turn over sul settore sanitario pari al 90% del personale che cesserà di lavorare, a vario titolo. La stabilizzazione di 402 unità comprenderà personale dei settori tecnico ed amministrativo, mentre le 500 assunzioni riguarderanno principalmente l’area del comparto, con l’obiettivo di garantire i livelli di adeguatezza ed efficienza del sistema.

“Quello firmato oggi è un accordo importantissimo e la dimostrazione che qui le cose si fanno, e bene – ha dichiarato il presidente Stefano Bonaccini nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’intesa-. E’ un accordo che porta avanti l’impegno preso con il Patto per il lavoro, assumendo e stabilizzando oltre mille persone, ovvero creare occupazione, la nostra priorità assoluta, ed è un accordo che rafforza e migliora un welfare universalistico grazie al quale non lasciamo indietro nessuno. Ed è un accordo che dimostra l’attenzione al dialogo con le parti sociali: è la prova che stiamo investendo nel migliorare i servizi per i cittadini e che nella trattativa con i sindacati abbiamo trovato la quadra per stabilizzare e valorizzare le persone, innovando il sistema. Trovo davvero indegno che qualcuno abbia parlato di situazione allo sfascio, quando la sanità dell’Emilia-Romagna è unanimemente riconosciuta come una delle più valide a livello nazionale ed europeo”.

L’Accordo non tralascia, inoltre, la valorizzazione professionale di chi lavora nel comparto sanità. E’ necessario garantire un maggiore impulso ai processi di innovazione. Orientando le risorse alla promozione di specifici progetti volti al miglioramento dei servizi rivolti all’utenza, per raggiungere una sempre maggiore “corrispondenza” tra le prestazioni rese e le esigenze del cittadino.

Regione e sindacati hanno convenuto inoltre sull’elaborazione di un atto di indirizzo per l’impiego delle risorse che derivano dalle economie di gestione generate dalle riorganizzazioni. Hanno concordato comunque fin d’ora che, in questo atto, saranno inseriti alcuni punti, e precisamente l’utilizzo del valore percentuale massimo consentito dalla norma in tema di quota destinata alla contrattazione (50%), la costituzione di un osservatorio bilaterale regionale che possa valutare l’andamento e l’implementazione dei progetti aziendali sviluppati, l’impiego del 25% del fondo per i corsi universitari per le professioni sanitarie. Queste ultime risorse, nello specifico, verranno erogate alle Aziende sedi di formazione per le lauree di primo livello di area non medica, in modo da qualificare il sistema della formazione universitaria e della partecipazione del personale del servizio sanitario.

“Complessivamente – ha spiegato l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi – l’impegno della Regione riguarda oltre 1000 unità di personale. Tradotto in risorse, significa dai 18 ai 25 milioni di euro a partire dal 2017”.

 

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