1 Ottobre 2015

Rifiuti: nuova legge regionale, ma inceneritore aperto

Rifiuti: nuova legge regionale, ma inceneritore aperto

Nel 2020 si spegneranno quelli di Ravenna e Forlì. Per Parma non cambia quasi nulla: abbiamo già la tariffa puntuale, il termovalorizzatore resterà attivo per 20 anni e produciamo già poco residuo. Si dovrà invece lavorare per potenziare il riuso


La potremmo definire la miglior legge partendo da quello che si poteva fare. Ma non diciamo che è una legge che farà chiudere gli inceneritori nel breve-medio periodo. Al massimo, e lo sappiamo da tempo, lo ha dichiarato anche l’Assessore Gazzolo, si spegneranno nel 2020 quelli di Ravenna e Forlì. E’ comunque una legge che detta le linee del futuro, in modo migliorativo e più lungimirante, riformando quella precedente vecchia di vent’anni.

È una legge che forse non piacerà a chi vuole chiudere l’inceneritore di Parma, perché essendo il più moderno, sarà anche l’ultimo a spegnersi, in una logica di autonomia regionale, dove ognuno deve fare il suo dovere, dal cittadino alle istituzioni, si andrà verso una maggiore attenzione alla differenziata, soprattutto al riciclo e si disincentiverà con maggiori tasse e costi la produzione di rifiuto indifferenziato. Per questo la tassa diventerà tariffa (puntuale) e verrà introdotta l’ecotassa (gennaio 2017), con un costo aggiuntivo del 20% sul rifiuto che va in discarica.

Insomma chi inquina, pagherà di più. Ma soprattutto si definirà un piano integrato, in base al quale si dovrà tutti collaborare per dare un’autonomia su base regionale al processo di smaltimento dei rifiuti, con delle politiche di indirizzo ben precise, ma non potendo prescindere dalla situazione esistente. Per Parma non cambia quasi nulla: abbiamo già la tariffa puntuale, il termovalorizzatore resterà attivo per 20 anni e produciamo già poco residuo. Si dovrà invece lavorare per potenziare il riuso. Molte zone della Regione, invece, dovranno modificare il proprio modo di ragionare

Entro il 2020, tradotti in cifre questi propositi, si dovrà produrre meno di 150 chilogrammi annui per abitante, raggiungere almeno il 73% di raccolta differenziata e riciclare non meno del 70% di carta, metalli, plastica, legno, vetro e organico. Contestualmente, comincia il percorso che porterà alla “tariffazione puntuale”: entro il 2020 si pagherà in base all’effettivo servizio erogato, cioè a quanto residuo si consuma e non una tassa calcolata sulle dimensioni della casa e i suoi occupanti.

Si agisce poco sugli imballaggi e sulle normative che possono impedire la produzione di rifiuti inutili in fase industriale (e non si tassano), cercando di agire soprattutto sul senso di responsabilità dei cittadini.

Diversi i punti di vista di Pizzarotti e Folli. Se il Sindaco è felice, perché vede nella nuova legge il riconoscimento del lavoro fatto fino ad adesso dalla propria aministrazione: “Siamo in anticipo di cinque anni sugli altri”. Ma forse è giusto dirlo, non su  tutti. Folli, pur condividendo i motivi di soddisfazione di Pizzarotti, non si accontenta e riesce a comprendere che la battaglia per l’inceneritore, a lui particolarmente cara, rischia di essere completamente compromessa e per questo chiede maggiore chiarezza a Bonaccini: “Da lui solo vaghi proclami”. Immediata la replica del Presidente della Regione: “L’assessore Folli del Comune di Parma è un tipo bizzarro. Chiede a me non proclami, ma fatti. Proprio lui che, come fece Grillo, proclamò al mondo che mai sarebbe entrato in funzione inceneritore di Parma, se avesse vinto il M5s”.

Su questo l’Assessore all’ambiente è maggiormente allineato con i grillini in Regione, che volevano di più. Puntavano a tramutare in legge la (decommissioning), cioè la dismissione di tutti gli inceneritori , volevano la separazione tra chi gestisce la raccolta e chi la smaltisce, e chiedevano di incentivare l’utilizzo di materiali riciclabili come il vetro e di sistemi ecosostenibili come il vuoto a rendere, oltre ad introdurre un efficace sistema di controlli sulle emissioni degli inceneritori attivi.

Tutti punti bocciati, che hanno portato all’astensione di M5s e Altra ER (5 voti in tutto), scelta duramente criticata dal consigliere parmigiano Iotti: “E’ incomprensibile. Si tratta di una legge innovativa, la migliore in Italia, si istituisce addirittura un fondo di risorse per premiare i Comuni virtuosi nella raccolta”. La legge “Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata” passa così con i 26 voti di Pd e Sel, mentre 10 sono i contrari (Lega Nord e Fdi-An). La lega critica la scelta di passare alla tariffa, “non esiste la possibilità che si possa applicare entro il 2020 la raccolta puntuale su tutto il territorio regionale”.

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