11 Maggio 2017

“Debito del Comune? Più di metà ridotto dal Commissario”

“Debito del Comune? Più di metà ridotto dal Commissario”

Scarpa: “Ci vengono proposti 247 punti di programma per il futuro della città? Ma quale credibilità ha chi non ha realizzato quasi nulla di quello che aveva promesso cinque anni fa?”


Indebitamento del Comune, gestione delle partecipate e servizi educativi. Questi i tre temi affrontati dal capogruppo del Pd Dall’Olio in un incontro promosso insieme al candidato sindaco Scarpa e al segretario cittadino Lorenzo Lavagetto, per raccontare cinque anni di opposizione.

Una particolare attenzione è stata rivolta al tema del debito pubblico. “La balla di Pizzarotti che è doveroso smontare – ha esordito Dall’Olio . Si parte dalla relazione Ciclosi, che prevedeva 846 milioni di euro di debiti, 267 del Comune e 579 delle partecipate. I debiti del Comune erano per 90 milioni verso i fornitori e 165 nei confronti della banche. Poi rivista dal Comune, che ha ricalcolato il debito insieme all’università, riducendolo a 807 milioni.

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“Prima di tutto è evidente, analizzando l’andamento della riduzione del debito, come più della metà sia opera del commissario Ciclosi, avvenuta entro il 2012, quando Pizzarotti, eletto a giugno dello stesso anno, non aveva ancora fatto il suo primo bilancio. Ciclosi impostò il lavoro, che Capelli, primo assessore al bilancio, portò poi avanti. Si procedette al taglio del personale e dei servizi, ad aumentare le tasse e le rette degli asili. E poi ci fu il fallimento di Spip, che comportò la riduzione di 109 milioni di euro e l’alienazione delle quote in Stu Pasubio, che garantì un ulteriore alleggerimento di 40 milioni di euro”, afferma Dall’Olio. “Alienazione oggi oggetto di un’indagine giudiziaria, perché si forzò una situazione che non andava forzata, tanto che a Pizzarotti è stato inviato un’avviso di garanzia per questo”.

E dopo il Commissario, come avvenne la successiva riduzione del 30% del debito? “Un altro consistente aiuto arrivò poi nel 2013 dalla legge sblocca Italia, il decreto n. 39, che permise ai Comuni di pagare,  uperando i limiti imposti dal precedente patto di stabilità, 50 milioni ai fornitori che erano in attesa. “Il Comune i soldi li aveva in cassa, ma non li poteva utilizzare”, spiega Dall’Olio.

È a questo punto che la giunta Pizzarotti avrebbe dovuto cambiare passo e alleggerire il peso sui cittadini chiamati a “ripianare il debito”. Lo stesso Capelli aveva dichiarato: “sul nostro Comune grava la necessità, nei prossimi esercizi, di generare avanzi di parte corrente, e quindi di spendere molto meno di quanto si incassi, con effetti facilmente immaginabili. Siamo consapevoli che la pressione fiscale attuale non può essere mantenuta oltremodo, dovremo quindi agire per rendere possibile quanto prima e auspicabilmente entro il triennio 2013/2015 la riduzione delle imposte locali per le fasce disagiate”.

“Una raccomandazione, ribadita anche da Ciclosi prima di lasciare, che non fu però ascoltata – continua Dall’Olio -. E il gettito in entrata si è assestato, in modo costante, sopra i 200 milioni di euro. Imu al 10,6 x mille e Irpef allo 0,8x mille. A queste tasse si devono poi aggiungere le entrate dalle multe, quelle accertate schizzate a 19,8 milioni, di cui 13, 045 riscosse”.

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“Le tasse sono state confermate al massimo, con un’entrata e di cui ora ne paghiamo le conseguenze. Nei servizi educativi, a causa dei costi troppo alti, in cinque anni la percentuale di scolarizzazione è passata dal 34% al 31% nelle scuole per l’infanzia e addirittura dal 41% al 34% nei nidi”. E di questo ne pagheremo le conseguenze nei prossimi anni. “L’aumento dei costi delle tariffe poi non ha comportato nessuna maggior entrata, perché chi doveva pagare di più ha abbandonato l’asilo, organizzandosi in altro modo”, commenta Dall’Olio.

Infine la vendita del proprio patrimonio e delle azioni Iren, una spatrimonializzazione andata a beneficio della riduzione del debito pubblico. “Il Comune nel 2012 aveva il 6,11% delle azioni Iren e incarichi rilevanti, nel 2017, con l’ultima cessione di 20 milioni di azioni, la sua partecipazione si  riduce del 2.5% , ma non contiamo più nulla”.

“Ecco come si è proceduto ad abbassare un debito, che già dopo l’intervento di Ciclosi era sostenibile e non richiedeva quella cura da cavallo proseguita per cinque anni a discapito dei cittadini e dei servizi. Oggi abbiamo un avanzo di bilancio troppo elevato. Ma attenzione, questo non significa essere virtuosi. Lo Stato vuole che i Comuni si trovino in equilibrio tra quanto spendono e quanto chiedono ai cittadini. Non essere virtuosi ci pregiudicherà la possibilità nei prossimi anni di accedere a dei fondi governativi”, precisa il capogruppo Pd.

“È stato faticoso e, non lo nascondo, a tratti frustrante dover fare opposizione – ha esordito Dall’Olio -, soprattutto se hai dall’altra parte una maggioranza che non ascolta e poi magari copia, male, le tue proposte qualche tempo dopo, come ha fatto con il progetto di accentrare la sede della polizia municipale. Quando lo proponemmo noi c’era la possibilità di accedere ad un finanziamento che proveniva da un bando sulla sicurezza del Governo”.

“È difficile parlare di quello che ha fatto quest’amministrazione. Pizzarotti è un avversario politico che ha fatto tutto il contrario di quello che aveva promesso di fare”, ha invece analizzato il segretario del Pd Lorenzo Lavagetto.

La chiusura è stata del candidato sindaco Paolo Scarpa: “Veniamo da anni di governo mediocri, in cui si sono posti i cittadini al servizio dell’amministrazione e non il contrario. Adesso ci vengono proposti 247 punti di programma per il futuro, ma quale credibilità ha chi non ha realizzato quasi nulla di quello che aveva promesso cinque anni fa?”.

 

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