18 Maggio 2018

Riapre la collezione di monete e medaglie della Pilotta

Riapre la collezione di monete e medaglie della Pilotta

Riapre al pubblico il medagliere dopo 40 anni. la collezione è tra le più importanti raccolte nazionali ed europee


Rinnovato medagliere del Museo archeologico nazionale di Parma, all’interno del Complesso monumentale della Pilotta. L’esposizione torna visibile al pubblico dopo 40 anni e offre ai visitatori un saggio della ricchissima collezione, considerata una tra le più importanti a livello nazionale ed europeo.

“L’apertura – spiega il direttore Simone Verde – non è una cosa banale, non si tratta semplicemente di aggiungere qualche pezzo in più alle collezioni. Monete e medaglie sono parte integrante dell’archeologia e delle storia dell’arte fin dall’Ottocento. Quest’ultima ha applicato i metodi della numismatica, mentre tra gli archeologi servivano per classificare il materiale rinvenuto negli strati del terreno”.

La collezione della Pilotta vanta circa 23.500 esemplari, che raccontano una storia di lunga durata, che dai Farnese ai Borbone arriva fino ai giorni nostri.
Il medagliere s’è formato e arricchito sia grazie agli scavi archeologici – come quello del sito romano di Veleia che ne determinò la nascita – sia con l’acquisizione di importanti collezioni numismatiche, quali le raccolte Bissi e Strozzi, acquistate nel 1840 dall’allora direttore del museo Michele Lopez, grazie alla munificenza di Maria Luigia, duchessa di Parma, sempre attenta alla promozione di ogni iniziativa culturale nel Ducato.
Un patrimonio che ancora oggi continua a crescere, grazie alle nuove scoperte archeologiche e ai sequestri di beni numismatici operati dalle forze dell’ordine.

Un lavoro di catalogazione che ha permesso la pubblicazione di due volumi contenenti la storia del medagliere (editi dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato) e la possibilità per i i visitatori di ammirare i reperti on-line, attraverso una serie di vetrine virtuali, consultabili liberamente sul portale Numismatico dello Stato (https://www.numismaticadellostato.it/web/pns/patrimonio/vetrine/parma/visita?codMuseo=4), dove è possibile visionare monete, medaglie, conii di epoca antica, medievale e moderna.

In occasione della riapertura, nel Museo archeologico sono state allestite una serie di vetrine, che contengono una selezione di monete che vanno dall’antichità all’epoca moderna.

Esemplari d’età magno greca, come l’eccezionale reperto provenente da Siracusa, firmato Kimon e datato tra il 412 e il 409 avanti Cristo che “manifesta tutta l’eleganza dell’arte ellenistica” commenta Verde.  E ancora pezzi romano-repubblicani, romano-imperiali, medievali e moderni, con particolare attenzione alle zecche di Parma e Piacenza.

“Le monete – aggiunge il direttore – sono un elemento fondamentale nella storia dell’arte. Nel mondo antico erano associate a principi religiosi, pensiamo al simbolismo legato all’incorruttibilità dell’oro. Fino al Rinascimento rappresentano i più importanti strumenti di diffusione e rappresentazione del potere, mediante i ritratti delle personalità, a loro volta espressione di un’idea eroica della storia, determinata delle imprese e delle gesta dei grandi personaggi. A partire dal ‘500 si afferma un uso memorialistico, volto a ricostruire gli scambi e i rapporti politici, come vediamo nell’opera di Enea Vico. Dalla seconda metà del ‘700 si afferma infine l’aspetto finanziario ed economico”.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *