13 maggio 2017

Il rettore rompe il silenzio: “Risponderò alla magistratura”

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Il rettore rompe il silenzio: “Risponderò alla magistratura”

Borghi: “Eventuali gravi comportamenti dei singoli non possono ricadere sulla reputazione di chi la rappresenta”. Ma gli studenti incalzano: ” È la seconda indagine per abuso d’ufficio”


 “Cari colleghi,  personale docente e tecnico-amministrativo, le gravi vicende che hanno investito l’ambito della sanità e talune versioni fornite a mezzo stampa, fatto salvo gli accertamenti in corso da parte della magistratura e la realtà dei fatti che ne scaturirà, mi inducono in quanto vostro rettore, a rivolgermi a voi per riaffermare la credibilità e il prestigio della nostra università, che non può essere scalfito da situazioni che riguardano singoli soggetti.

Non posso non rilevare su questa vicenda interpretazioni in qualche caso fuorvianti e strumentali tese a squalificare il ruolo dell’università e della sua governance. Eventuali gravi e disdicevoli comportamenti dei singoli non possono ricadere sulla reputazione di un’intera istituzione e di chi la rappresenta.

Per quanto riguarda la mia situazione personale in riferimento alla vicenda del trasferimento di un ricercatore a tempo indeterminato da un’università ad un’altra, risponderò a chi di dovere con il massimo della collaborazione, ribadendo che l’operato svolto è stato improntato esclusivamente al bene e agli interessi dell’università.

Sono convinto che il quadro informativo che l’ateneo sta fornendo e continuerà a fornire, vi consentirà una conoscenza delle vicende in corso il più possibile oggettiva e basata sulla effettiva realtà dei fatti, capace di decantare facili suggestioni senza alcun riscontro o ancor peggio vere e proprie informazioni a carattere strumentale.

Ai dipendenti inconsapevolmente coinvolti e che hanno solo doverosamente assolto i loro compiti istituzionali, esprimo la vicinanza mia e di tutto l’ateneo. Chi non ha fatto nulla di male non deve sentirsi colpito o abbandonato. Sarà mia cura presentare e dare ragione di tale situazione agli organi di ateneo di prossima convocazione, senato accademico e consiglio di amministrazione, per condividere con tutti i vostri rappresentanti non solo il quadro informativo disponibile ma anche le scelte e i comportamenti da adottare nell’immediato futuro”.

Gli studenti dell’UDU. “È la seconda indagine per abuso d’ufficio che colpisce il nostro Rettore negli ultimi due anni, e questo silenzio assordante da parte della più alta carica dell’Università non è una cosa tollerabile”. “E’ di qualche giorno fa lo scandalo provocato dall’inchiesta denominata “Pasimafi”, che ha letteralmente scosso gli ambienti sanitari, e che ha il suo epicentro a Parma ed il suo mentore in un professore (ormai ex) della nostra Università, Guido Fanelli, e che vede indagati tra gli altri anche il Rettore Loris Borghi per abuso di ufficio, reo di aver favorito, modificando l’apposito bando, il trasferimento in entrata del professor Massimo Allegri, braccio destro di Fanelli e sua volta coinvolto nell’inchiesta.

La prima considerazione che ci viene da fare, oltre il merito giudiziario sul quale siamo sicuri che organi più competenti di noi faranno il loro lavoro, è di tipo etico e morale. Come studenti ci sentiamo offesi e colpiti, riteniamo che sia inaccettabile che un professore dell’Università, che ha come ruolo quello di educare gli studenti ed insegnarli oltre che in ambito accademico anche dal punto di vista umano, si sia rivelato il “boss” di quella che possiamo definire una vera e propria cupola.

Ancora più inaccettabili sono le speculazioni che si sono fatte sugli ignari pazienti a cui venivano sperimentati i medicinali senza il loro consenso, di fatto rischiando anche l’incolumità delle persone.

Per quanto riguarda l’indagine a carico del Rettore chiediamo che ci sia un chiarimento della sua posizione in questa triste vicenda, una netta presa di posizione pubblica per affermare la sua eventuale estraneità ai fatti. In caso contrario, riteniamo che debba esserci da parte sua una presa d’atto dei fatti e debbano essere rassegnate le dimissioni.

E’ la seconda indagine per abuso d’ufficio che colpisce il nostro Rettore negli ultimi due anni, e questo silenzio assordante da parte della più alta carica dell’Università non è una cosa tollerabile, per rispetto nei confronti di tutta la comunità accademica (studenti, docenti, personale tecnico) che con questa faccenda nulla ha a che fare ma che subisce le malefatte di pochi, e dell’Università stessa.

Confidiamo che questo scandalo possa concludersi nel migliore dei modi, fiduciosi che la magistratura faccia il suo corso e che chi è responsabile paghi, e che la nostra Università sappia prendere le dovute precauzioni affinché fatti simili non possano ripetersi in futuro”.

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