8 Luglio 2016

DOPO I RESTAURI I RONDONI POTREBBERO TORNARE SUL MUNICIPIO

DOPO I RESTAURI I RONDONI POTREBBERO TORNARE SUL MUNICIPIO

L’assessore Alinovi ha fatto un sopralluogo sui ponteggi con due esperti di associazioni impegnate nella difesa dell’ambiente e della fauna, per valutare le strategie da adottare


Da qualche giorno il palazzo municipale si presenta fasciato da un’impalcatura di tubi per provvedere ai lavori di manutenzione della facciata.

L’intervento rispetterà ovviamente tutti i vincoli di legge previsti per gli immobili monumentali, ma presterà anche un’attenzione particolare alle problematiche degli animali che fanno del Palazzo la loro casa, e in particolare dei rondoni, che erano di fatto stati pressochè “sfrattati” in seguito ai lavori di ristrutturazione, risalenti ad alcuni decenni fa, in esito ai quali erano stati praticamente eliminati gli anfratti sulla facciata (tecnicamente “buche pontali”), luoghi ideali per accogliere i nidi di questi piccoli uccelli migratori, utilissimi divoratori di insetti volatili, e capaci, con la loro presenza, di tenere lontane specie meno gradite come i piccioni.

Per fare il punto della situazione e per condividere la strategia da adottare, l’assessore Michele Alinovi è salito sui ponteggi del palazzo insieme a due esperti, rappresentanti delle associazioni impegnate nella difesa dell’ambiente e della fauna: Francesco Mezzatesta, coordinatore del “Gruppo Rondoni Italia”, che riunisce diverse associazioni interessate a questo specifico tema, ed Elisa Butteri di Legambiente.

Durante il sopralluogo è emerso chiaramente come il palazzo municipale sia ora assai poco accogliente e inadatto per la nidificazione dei rondoni, tanto che è stata rinvenuta solo una traccia che testimonia la loro presenza.

L’incontro è stato certamente utile per individuare possibili soluzioni che potrebbero preludere al reinsediamento di questi piccoli uccelli migratori.

Sulla facciata del Palazzo, se la Soprintendenza darà il suo consenso, poterebbero essere riaperte alcune “buche pontali”, sedi privilegiate per ospitare i nidi. Inoltre si è valutato che l’intervento di lattoneria, che prevede l’installazione di un ripiano di rame sotto le prime file di tegole, poterebbe aprire prospettive interessanti per questo tipo di insediamenti.

“Abbiamo voluto questo incontro direttamente sul palazzo con alcuni esponenti del mondo ambientalista, e soprattutto con Francesco Mezzatesta, ora coordinatore di un’associazione di tutela dei rondoni – afferma l’assessore Michele Alinovi – per verificare la compatibilità delle impalcature e la conformazione dell’edificio, che oggi non è adatto ad ospitare questi volatili per effetto di precedenti ristrutturazioni. Gli interventi che stiamo facendo potrebbero dare la possibilità di nidificare sotto la prima fila di coppi a ridosso della gronda. Inoltre, in pieno accordo con gli esperti in visita sul cantiere, valuteremo con la Soprintendenza la possibilità di ampliare alcune “buche pontaie” sul fronte dell’edificio per renderle di dimensione adeguata. Ci piacerebbe che anche in questo Parma diventasse un esempio a livello nazionale, in materia di biodiversità in ambito urbano”.

In perfetta sintonia il commento di Francesco Mezzatesta: “In Europa i rondoni sono in calo proprio a causa delle chiusure degli spazi di nidificazione. Ma a Parma, in centro storico, ce ne sono ancora tanti. Qui abbiamo trovato tracce di un solo sito e ringraziamo davvero l’Amministrazione per la sensibilità che dimostra e condividiamo l’intendimento di ripristinare alcuni buchi per questi animali, che svolgono un ruolo prezioso per la biodiversità urbana”.

“I rondoni sono uccelli di piccola taglia – puntualizza Elisa Butteri – hanno poco a che fare con la famiglia delle rondini, anche se spesso vengono confusi per ragioni di denominazione , sono animali che meritano di essere tutelati, vivono in aria, si nutrono di insetti, possono viaggiare a velocità fino a 200 km. all’ora, dormono in volo, sono migratori a lungo raggio che possono restare in aria per mesi, sono gli ultimi ad arrivare e i primi ad andarsene. E’ bello pensare che qui possano ritrovare di nuovo la loro casa”.

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