12 Aprile 2016

Referendum Trivelle. M5S compatto, Pd no: ecco cosa voteranno

Referendum Trivelle. M5S compatto, Pd no: ecco cosa voteranno

Il 17 aprile il voto. Savani: “Basta affogare il mare”. Romanini: “Voterò NO”. Pagliari: “Sono incerto”


-5 al referendum sulle trivelle. Il presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi invita tutti gli elettori a partecipare al voto e Beppe Grillo chiede al Capo dello Stato una presa di posizione sull’energia. E mentre Marco Travaglio, dopo l’inchiesta sul petrolio in Basilicata, gioca con le parole e scrive di una “Boschi trivellata dai pm”, c’è chi scioglie le riserve sul proprio voto, come il ministro all’ambiente Galletti che voterà “NO”.

17 aprile, il giorno della scelta. Una scelta che riguarda le concessioni per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio in mare entro le 12 miglia dalla cosa. Una scelta che interessa solo le piattaforme esistenti perché, vinca il sì o il no, non sono permesse nuove trivellazioni in acque territoriali, e questa è l’unica certezza.

E intanto, a Parma, dopo la biciclettata di sabato scorso, promossa da Ferma le Trivelle Parma e Slow Food Parma, a far valere le loro ragioni ci pensano le forze politiche del Consiglio Comunale. Da una parte, Bizzi (Possibile) parla di un bene comune da tutelare: “Accettereste, per esempio, che piazza Garibaldi fosse data in affidamento a tempo indefinito? La legge, così come formulata, non prevedendo limiti temporali, rischia di esporre l’Italia a sanzioni europee per violazione della concorrenza” spiega.
Il capogruppo Bosi invita al voto: “Spero si superi il quorum, stare a casa non è democratico, andiamo a votare. Dimostriamo che il popolo italiano ha una visione più moderna della politica sulle fonti energetiche”. Per il SI anche Savani: “Basta affogare il mare – dice –. Sembra quasi una bestemmia pensare di usare il combustibile fossile fino a consumare l’ultima goccia di petrolio o metro cubo di gas. Chi dice di non andare a votare va contro la Costituzione. Dobbiamo  ritrovare senso di cittadinanza e di consapevolezza ambientale”. “C’è la sensazione che i petrolieri possano riuscire a disporre di qualsiasi cosa – spiega Vescovi, consigliere comunale del Pd –. Si poteva, però, votare il referendum a giugno, in occasione delle amministrative, risparmiando molti soldi e assicurando maggiore possibilità di raggiungere il quorum”.

Nel Pd non c’è un fronte compatto: “Sono ancora incerto sull’esercizio concreto del voto, perché temo che la falsa informazione sulla portata del voto possa determinare un esito da me non condivisibile” spiega Pagliari. “Voterò NO perchè abbiamo una risorsa e non possiamo non sfruttarla: le estrazioni condotte rispettando la nostra legislazione sono più corrette, da un punto di vista ambientale, di quelle fatte in altri Paesi” precisa Romanini. Voterà SI Patrizia Maestri: “Il referendum non sancisce uno scontro fra chi è a favore del petrolio e chi no, dato che tutto il Pd è favorevole alle fonti rinnovabili”.

 

 

 

 

TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SUL REFERENDUM DEL 17

L’ufficio elettorale ha reso note tutte le notizie utili in vista del voto. A disposizione un numero verde e tutte le informazioni sul sito del Comune.

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