27 Giugno 2018

 Dopo cedimento del tetto, la replica di AUSL e Maggiore 

 Dopo cedimento del tetto, la replica di AUSL e Maggiore 

Ex manicomio di Colorno, le precisazioni delle Aziende sanitarie: negli anni, manutenzioni e messa in sicurezza degli edifici, iter per la vendita avviato


Dopo il recente cedimento del tetto dell’edificio che ospitava l’ospedale psichiatrico di Colorno e le critiche mosse dai cittadini alle due Aziende sanitarie di Parma – AUSL e Ospedale Maggiore – comproprietarie di quest’area di circa 7.500 metri  quadrati, si ritiene utile fornire alcune precisazioni.

Negli anni, sono stati diversi gli interventi di messa in sicurezza degli edifici che ricoprono, con i terreni adiacenti, oltre 22.000 metri quadrati e che comprendono non solo il palazzo monumentale (ex Collegio dei Domenicani, ex ospedale psichiatrico), ma anche l’ex Convento delle Domenicane. Il primo è in comproprietà con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria, il secondo, di esclusiva proprietà dell’AUSL. Diversi sono stati anche gli interventi di manutenzione a queste strutture, a conferma che non c’è alcun atteggiamento di “menefreghismo”. Nel dettaglio.

I primi lavori di messa in sicurezza del palazzo monumentale che ospitava l’ospedale psichiatrico risalgono al 2012, con un investimento di circa 150.000 euro. Tuttora è in corso un intervento di manutenzione  per il ripristino di una porzione di tetto, con uno stanziamento di 44.000 euro, cifra che sarà ampliata, a seguito del nuovo crollo.

Anche l’altra area (di sola proprietà AUSL) è stata oggetto di interventi. Nel 2016, per il restauro e risanamento dell’ex Convento delle Domenicane sono stati spesi 45.000 euro e lo scorso anno, con la messa in sicurezza del lato dell’edificio che si affaccia su via Roma, il costo sostenuto è stato di circa 13.000 euroDa non dimenticare  poi che gli edifici e le corti interne sono tutte delimitate, per interdirne l’accesso.

Ogni intervento finora fatto a questa proprietà e comproprietà è stato deciso entro il limite che la normativa impone alle Aziende sanitarie pubbliche, le quali non possono impegnare per questi interventi risorse destinate ai servizi sanitari. Anche per questo, è stato avviato l’iter per la vendita dell’area.

Un percorso, quest’ultimo, che si può così riassumere. Tra la fine del 2012 e l’inizio del 2014 il Comune di Colorno ha approvato il PUA – Piano Urbanistico Attuativo – strumento urbanistico di complessa definizione, che prevede la possibilità di  realizzare in quest’area uffici a supporto del terziario e residenze, le cui parti storiche sono vincolate dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali. Alla definizione del PUA ha contribuito anche l’Azienda USL.

Subito dopo, sempre nel 2014, è stata fatta la valutazione dell’intero complesso che ha portato a una stima di 1 milione e 820 mila euro per la parte in comproprietà e di 2 milioni e 100 mila  euro, per la restante parte dell’AUSL Successivamente sono state avviate le procedure per la vendita.

 

 

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