21 Giugno 2015

Il Comune chiede 2,1mln a Iren. Rischio indennizzo

Il Comune chiede 2,1mln a Iren. Rischio indennizzo

Il rapporto Comune-Iren precipita e l’assessore Folli decide di diffidare la multiutility, consapevole che questo innesterà un’azione giudiziaria


Il Comune cambia marcia e decide di non mediare più con Iren, arriva così la diffida su un contenzioso aperto da tempo, ma sul quale adesso non è più possibile attendere il pronunciamento degli organi competenti. Si va avanti, una scelta inedita rispetto ad un atteggiamento più pacato e ponderato. Ma inevitabile, dopo la decisione di Iren di inoltrare la richiesta di poter bruciare rifiuti da fuori provincia, considerata da Folli come una grave mancanza degli impegni presi al momento dell’apertura dell’inceneritore. Questo il comunicato:
“Con la presente si comunica che con nota prot. gen. n 109372 del 18/06/2015 si è provveduto ad inoltrare a Parma Gestione Entrate il provvedimento prot. gen. n. 83692 del 13/05/2015 con il quale il Comune di Parma ha diffidato IREN S.p.A. al pagamento di € 534.120,82 a titolo di contributo di costruzione per la realizzazione del termovalorizzatore, nonché € 1.604.896,17 a titolo di monetizzazione dei parcheggi di standard pubblici realizzati dalla ditta e mai concordati con l’Amministrazione Comunale, al fine di procedere alla riscossione coattiva delle somme.Tale procedimento si è reso necessario in quanto IREN S.p.A., nonostante sia un soggetto privato (parificabile ad un qualsiasi operatore economico privato) si è sempre rifiutata di procedere con il pagamento del   contributo di costruzione (e degli standard pubblici) dovuto per la realizzazione di un opera di sua esclusiva proprietà, qualificandosi, erroneamente, quale ente istituzionalmente competente.In seguito all’avvio della procedura esecutiva il Comune di Parma potrà riscuotere, pertanto, coattivamente le somme dovute, salvo una nuova impugnazione da parte della società, peraltro già minacciata insieme ad una ipotizzata richiesta risarcitoria”.

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