5 Dicembre 2015

Pupazzi: la terza pubblicazione del Castello dei Burattini/Museo Giordano Ferrari accende il dibattito

Pupazzi: la terza pubblicazione del Castello dei Burattini/Museo Giordano Ferrari accende il dibattito

Colorita e densa di spunti la presentazione del volume curato da Paolo Parmiggiani e John Mc Cormick, un’opera composta da saggi che parlano dell’attuale patrimonio museale. Maura Ferrari tuona: “il burattino è vivo, è un attore”


Non solo una conferenza per presentare alla città Pupazzi, la terza pubblicazione del Castello dei Burattini / Museo Giordano Ferrari di Parma, ma anche un’occasione per ricordare al folto pubblico dei presenti, che il teatro è il luogo dell’imprevedibile, il luogo dove tutto avviene dal vivo e dove i protagonisti, pupi, burattini, marionette che siano, hanno un’anima, sono vivi.

Alla presenza dell’assessore alla Cultura Laura Maria Ferraris, Paolo Parmiggiani ha aperto la conferenza ponendo l’accento sull’importanza del Museo Giordano Ferrari, il più completo al mondo sul teatro di animazione italiano. “Ci siamo dunque chiesti come si chiamino questi oggetti” ha proseguito Parmiggiani” e abbiamo concluso che alla fine il termine che può accomunarli tutti, di legno o di cartapesta, è proprio pupazzi, che viene da pupa, cioè bambola. Pupazzi suona dunque come bambolacci“.

La presentazione è stata quindi interrotta dall’impetuoso intervento di Maura Ferrari, sorella di Giordano e costumista della compagnia, che improvvisando una dimostrazione ha tuonato: “il burattino è vivo, è un attore, un cantante, questo sono i Ferrari”. La conferenza è poi proseguita con il contributo di Mc Cormick, che ricordando il primo incontro con Maura – paragonabile alla dimostrazione appena inscenata – lo ha definito come “un momento elettrizzante per un ricercatore, la possibilità di toccare con mano il modo di parlare e agire di suo padre Italo”.

Il volume, che prevede anche un’edizione in lingua inglese, oltre al capitolo dedicato allevoluzione terminologica, riserva ampio spazio alla formazione della collezione e alla sua acquisizione da parte del Comune.

Punti di vista assolutamente privilegiati sono quelli espressi da Maura Ferrari e da Daniela e Giordano jr, suoi nipoti. Da una parte emergono i rapporti lavorativi, non sempre facili, legati alla realizzazione dei personaggi, i cui vestiti sono parte integrante del loro carattere; dall’altra risalta invece la figura del nonno, che instrada i nipoti all’arte attraverso il “gioco”, con i pezzi storici. Un aspetto, quest’ultimo,  ribadito anche in conferenza Daniela Ferrari che ha ricordato: “allestivamo piccoli spettacoli destinati ad altri bambini, realizzati nel cortile dell’antro, il laboratorio di Giordano che era in Borgo Santo Spirito”.

Nel volume è presente anche il contributo di Patrizio dall’Argine, che porta all’attenzione come la sua poetica burattinesca si sia concretizzata attraverso una riflessione scaturita da un confronto tra le sue idee, i pezzi esposti e le suggestioni che questi provocano nella mente dell’artista.

Un capitolo viene dedicato ai copioni presenti nell’archivio del museo: l’analisi effettuata da Cesare Bertozzi pone in evidenza gli aspetti legati alla scrittura e riscrittura delle storie messe in scena in tempi storici diversi.

Il libro si chiude con i capitoli scritti dai due curatori:  Paolo Parmiggiani si concentra sui burattini, John Mc Cormick approfondisce il mondo delle marionette. “Pupazzi dunque”, come conclude Mc Cormick: “ma attenzione, quando chi anima riesce a trasmettere la vita al pupazzo, allora siamo di fronte all’incanto, non è più animazione ma teatro vero,  interscambio tra due attori”.

 

 

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