17 Novembre 2015

Public Money: Vignali risarcirà quasi 1 milione di euro

Public Money: Vignali risarcirà quasi 1 milione di euro

Si al patteggiamento per l’ex sindaco. Non luogo a procedere per Tommaso Ghirardi e Alberto Monguidi. Rinviati a giudizio anche Angelo Buzzi e Andrea Costa. Pizzarotti: “Da oggi più fiducia nelle istituzioni”


Arrivano le prime sentenze per il processo Public Money e si chiude così anche giudiziariamente l’epoca del primo cittadino arrestato con l’accusa di peculato e corruzione per aver gestito flussi di denaro finalizzati a pagare la propria campagna elettorale e a costruire un consenso attorno a sé.

È stato il  Gup Paola Artusi ad accogliere la proposta di patteggiamento avanzata dell’ex sindaco di Parma Pietro Vignali, che ha concordato con la Procura una pena di due anni di reclusione con pena sospesa con la condizionale.

“Il Comune di Parma esprime la massima soddisfazione per il risarcimento del danno previsto nell’accordo raggiunto con l’ex sindaco Pietro Vignali, reso possibile anche per effetto dei tempi celeri di definizione della vicenda giudiziaria. I contenuti dell’atto non sono ora rivelabili, in quanto si resta in attesa della definizione delle procedure in fase esecutiva”.

“Ora possiamo dirlo: siamo di fronte ad una svolta storica per la città – commenta il sindaco Federico Pizzarotti – che, pur non dimenticando la ferita subita nella dignità e nell’immagine, può voltare pagina e guardare al futuro. È probabilmente uno dei primi casi in Italia in cui chi ha causato danni economici alla pubblica amministrazione commettendo reati, sarà chiamato a risarcire il Comune, e quindi i cittadini. Da oggi possiamo tornare ad avere più fiducia nelle istituzioni e nella politica”.

Non luogo a procedere, invece, per l’ex presidente del Parma Tommaso Ghirardi e Alberto Monguidi, coinvolti in un presunto peculato relativo all’omesso pagamento dell’affitto del Tardini.

Il giudice ha accolto il patteggiamento per Tiziano Mauro, ex presidente della Tep, che era accusato di avere ricevuto benefit non dovuti, tra cui un immobile, da una partecipata del Comune. Mauro aveva già provveduto a restituire quanto ottenuto illecitamente e per lui il giudice ha previsto dieci mesi con pena sospesa. Riccardo Ragni, agente di commercio, ha patteggiato un anno e sei mesi, pena sospesa. Stessa condanna ratificata anche per il consulente commerciale Danilo Cucchi. Tutti erano accusati di avere ricevuto denaro di società partecipate a fronte di prestazioni fittizie.

Rinviato a giudizio Marco Rosi, accusato di avere pagato a Vignali una notte in un albergo di lusso di Forte dei marmi in cambio del permesso per l’installazione di un dehors del suo locale ex-sorelle Picchi di via Farini.

Per Angelo Buzzi e Andrea Costa il processo continua. L’ex editore di Polis è accusato di aver accettato denaro pubblico per tenere in vita il suo giornale, abbandonando la linea di opposizione. Il manager Costa, per il quale era stato chiesto di risarcire 1 milione di euro, per il momento deve sottostare alla richiesta di Stt, che ha ottenuto un sequestro conservativo di 200 mila euro sulle quote della sua società.

A giudizio andranno anche Emanuela Iacazzi, addetta alle Relazioni esterne del Comune che secondo le accuse avrebbe lavorato esclusivamente per curare l’immagine di Vignali, Antonio Cenini, che pagato con soldi pubblici doveva occuparsi delle relazioni nazionali dell’ex sindaco, Alfonso Bove, che seguiva Polis, il giornalista Aldo Torchiaro, ingaggiato, secondo l’accusa, fintamente nell’ufficio stampa del Comune e il rappresentante legale della società “Macello Parma” Mirko Dolfen, accusato di peculato per distrazioni.

Il processo ora va avanti, si ricomincia il 7 marzo 2016, e il processo si dovrebbe unire a quello del consigliere regionale Villani, per cui la Procura aveva disposto il giudizio immediato per concorso in corruzione e peculato.

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