2 Luglio 2019

PSICOLOGIA INFANTILE. La noia è tutto fuorchè noiosa, ecco perchè

PSICOLOGIA INFANTILE. La noia è tutto fuorchè noiosa, ecco perchè

La pausa estiva è l’occasione di gioco ideale, ma come si affrontano i momenti di vuoto? Sviluppare la creatività senza particolari strumenti o stimoli esterni è un vantaggio per i più piccoli? Ne parliamo con la psicologa Francesca Sanzone


“Mamma, mi annoio” non sempre va letta come una richiesta di soccorso. La bella notizia è infatti che la noia si può coltivare, perché produce i suoi frutti. È uno stimolo che possiamo regalare ai nostri bambini, lasciandoli anche liberi di sviluppare la propria creatività in un momento di vuoto. Soprattutto d’estate, quando gli impegni scolastici si riducono e i bambini hanno molto tempo libero a disposizione. Riempirli di attività fa bene? Al contrario, la noia può servire per la loro crescita? Ne parliamo con la psicologa Francesca Sanzone.

Cosa caratterizza le giornate dei bambini oggi?
“Nella mia esperienza di educatrice nella scuola d’infanzia, ho potuto constatare come il comune denominatore di tutti i bambini fosse la grande mole di impegni ‘spalmata’ su tutti i giorni della settimana, proprio come l’agenda di un manager aziendale. Quasi tutti i genitori occupano il tempo libero dei loro figli tra corsi di nuoto, lingua straniera, lezioni di strumento musicale e sport, per fornire loro tutti gli strumenti necessari per essere sul podio dei vincitori in una società competitiva come quella in cui ci troviamo. I bambini così non sperimentano cosa vuol dire annoiarsi nel corso delle loro giornate.”

La noia spaventa più i genitori dei bambini, è vero?
“I genitori vogliono impartire ai loro piccoli adulti del domani competenze e formazioni. La noia è vista dall’adulto di riferimento come un vuoto da riempire rappresentando una ‘minaccia’, eppure proprio da ciò che è intesa come una minaccia può nascere un qualcosa di speciale, di innato che non è stato sollecitato dalle continue stimolazioni provenienti dal mondo adulto.”

Il bambino ha “diritto alla noia”: a cosa gli serve nello specifico?
“Le ricerche ci dicono che la noia rappresenta per il bambino una grande opportunità per strutturare in modo autonomo il proprio tempo libero, sviluppando la sua creatività con attività a cui magari non avrebbe avuto tempo di pensare data la vastità di impegni che si trova a fronteggiare quotidianamente. Offrire la possibilità ai bambini di creare momenti per loro stessi non avendo nulla di programmato, consente loro di conoscersi meglio, di esplorare e capire che cosa gli piace fare e non fare, quali sono i loro interessi, desideri e ambizioni; di elaborare le proprie emozioni e quanto gli è successo durante la giornata.”

Qualche esempio di come si può sviluppare la noia?
“Grazie alla noia i bambini imparano a gestire il proprio tempo, sviluppano le capacità di prendere decisioni in modo autonomo, imparano a gestire le proprie emozioni, di problem solving, di esercitare autocontrollo e di attenzione. Soprattutto con i ‘momenti vuoti’ sviluppano la creatività: tra i migliori ricordi coi bambini ricordo infatti i travestimenti da rock star nonostante non fosse Carnevale (come la regola culturale ci impone) e ‘suonare’ due pennarelli a mò di batteria.”

Abbiamo parlato di casi in cui la noia è educativa. Ci sono anche aspetti, diciamo così, negativi?
“Naturalmente tutto va trasferito su un continuum dove la noia è al centro della nostra retta, per cui va bene che i bambini trovino momenti caratterizzati da gioco solitario e individuale, ma ciò non deve rappresentare un tratto tipico del loro comportamento.”

In questo periodo si viaggia spesso e bisogna affrontare per esempio le attese in aeroporto, ecc. In questi casi va bene che i genitori cerchino dei riempitivi?
“E’ proprio durante l’estate, dove tutto sembra essere più lento, che i genitori si trovano a fronteggiare comportamenti ‘problematici’ dei loro piccoli, che avendo tutto pianificato a volte si destabilizzano davanti a un’attesa in aereoporto, a un ritardo di un treno o a un viaggio lungo in attesa di un bagno al mare. Capisco bene che lo strumento che più utilizzano gli adulti sia lo smartphone, che come per magia riesce a placare qualsiasi animo irruento.”

Invece cosa si può consigliare?
Proviamo a far sperimentare ai nostri piccoli un po’ di frustrazione dovuta all’attesa, e preferire poi block notes e pastelli a Youtube, guardare semplicemente gli aerei che decollano e atterrano rispetto a Candy Crush (ndr videogioco per smartphone), o programmare un’attività per tutta la famiglia durante le vacanze scelta dal bambino che coinvolga tutti.”

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