1 Gennaio 2016

Province si chiude un’epoca, 8 servizi alla Regione

Province si chiude un’epoca, 8 servizi alla Regione

Il 1 gennaio diventa effettivo il trasferimento di servizi e personale alla Regione: complessivamente saranno 1211 i dipendenti che cambieranno ente, 129 quelli di Parma


“Un altro passo decisivo nel percorso di attuazione della legge regionale di riordino istituzionale di riforma del sistema di governo regionale e locale”, così l’assessore regionale Emma Petitti, dopo l’approvazione da parte della Giunta della delibera che “garantisce e presidia la fase di transizione dall’assetto precedente al nuovo, assicurando la continuità di esercizio delle funzioni trasferite dalle Province alla Regione”.

Per fare questo, dal 1° gennaio l’atto di Giunta trasferisce nella pianta organica regionale il personale provinciale (1211 lavoratori) necessario allo svolgimento delle funzioni che passano nella titolarità della Regione. Per la provincia di Parma il cambio di ente riguarda 129 persone, di cui 98 sono contrattualizzati direttamente dalla Regione e 31 dall’Arpa.

Quelli che sono trasferiti direttamente dal servizio provinciale al corrispettivo servizio regionale, i 98 di cui sopra sono così ripartiti, per servizio di provenienza:

46 agricoltura caccia e pesca

6 protezione civile difesa del suolo

8 attività produttive, commercio turismo

1 cultura sport giovani

13 istruzione formazione

11 politiche sociali

3 parchi

10 comando

Nessun cambiamento per l’utenza. Il passaggio al nuovo assetto infatti è stato pensato per garantire la continuità di esercizio delle funzioni e dei servizi erogati.

Inoltre, in merito alla gestione delle attività ancora in corso, si è deciso che i procedimenti amministrativi già avviati saranno conclusi dalla Regione e dalle sue agenzie, mentre sempre la Regione (previo accordo con i singoli Enti) garantirà le risorse necessarie alle Province per concludere quei procedimenti in stato più avanzato (in particolare, per quei procedimenti di erogazione di contributi per i quali al 31 dicembre prossimo risultino già assegnate alle province i relativi fondi). In sostanza, saranno mantenuti attivi, e coperti con risorse regionali, i rapporti contrattuali (locazione di sedi, utenze, polizze assicurative ecc…) necessari nel periodo di transizione allo svolgimento delle attività che saranno poi trasferite definitivamente.

“Questo impegno è reso possibile da un grande lavoro di squadra realizzato insieme alle Province sottolinea Petitti – che consente di gestire la fase di transizione e di avviare la sfida della riforma complessiva del Governo territoriale. Questi snodi sono, infatti, strettamente connessi all’attività delle Unità tecniche di missione”, ossia degli organismi appositamente costituiti dalla Giunta e che riuniscono rappresentanti sia regionali che rappresentanti di tutte le province e della città metropolitana per i vari settori interessati dal riordino. Le Unità tecniche di missione costituite stanno lavorando su temi strategici che riguardano le Attività trasversali (affari istituzionali, finanza e organizzazione), l’Agricoltura, l’Ambiente e le Attività produttive.
“Ora siamo impegnati sulla macchina organizzativa – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura caccia e pesca Simona Caselli – stiamo infatti lavorando per l’omogeneizzazione dei procedimenti, lo snellimento delle procedure e l’ottimizzazione dei carichi di lavoro. Mi sento dunque di rassicurare i cittadini, a partire dalle aziende agricole che potranno continuare a contare su interlocutori preparati e competenti, mentre ai nuovi funzionari regionali do il benvenuto e rivolgo un sincero augurio di buon lavoro”.
Una parte delle funzioni in materia agricola erano in capo alle Comunità montane. Per i circa 15 funzionari che lavorano in questi enti il passaggio alla Regione è posticipato di alcuni mesi e sarà operativo dal 1° aprile 2016.

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