27 giugno 2017

Processo in Tunisia per Jella, l’omicida di Alessia Della Pia

Processo in Tunisia per Jella, l’omicida di Alessia Della Pia

Non è prevista l’estradizione dagli accordi che risalgono agli anni sessanta. L’uomo in carcere da maggio scorso


Mohamed Jella, arrestato a metà maggio dopo 18 mesi di latitanza, sarà processato in Tunisia, luogo dove è attualmente rinchiuso in carcere, per l’assassino della compagna, la 39 enne Alessia Della Pia, trovata morta a nella propria abitazione appena fuori Parma il 6 dicembre del 2015. Non è infatti previsto, dagli accordi in essere tra Tunisia e Italia la possibilità di procedere all’estradizione, esiste comunque l’impegno reciproco a perseguire i reati che avvengono nello Stato dell’altro e commessi da propri cittadini.

L’omicidio fece allora molto scalpore. Prima di morire la donna era stata picchiata brutalmente e violentemente e in modo insistito. A chiamare i sanitari era stato lo stesso Mohamed Jella, che poi però non si è fatto trovare sul posto e questo ha fin dall’inizio fatto di lui il principale e unico indiziato. Poi la lunga fuga interrotta adesso dagli investigatori, che definiscono Jella un piccolo spacciatore, ma anche un consumatore di droga, uno dei fatti all’origine di molti dei suoi problemi.

Jella nel periodo di latitanza è stato anche agli arresti domiciliari per problemi legati allo spaccio di droga, ma si era munito di documenti e identità false. È stato proprio lavorando sulla nuova identità del presunto omicida che si è risaliti a lui. Adesso rischia l’ergastolo.

 

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